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Volenti o nolenti siamo nell’Universo?

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Mi piace il titolo e pure Silvia Ballestra, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente qualche anno fa ad un incontro in biblioteca, dove lavoro. Le sue tematiche, sempre attuali creano dibattito, confronti, è vita vissuta, vita amata, odiata, ci sono parole incalzanti, ironia, e voglia soprattutto di non arrendersi mai…

AMICHE MIE di Silvia Ballestra (Mondadori)

-Sofia, Carla, Norma e Vera: donne in prima linea sulla frontiera della vita che corre veloce. I figli frequentano le stesse scuole milanesi, così la mattina prima del lavoro le quattro amiche condividono un caffè al bar Golden Palomino – una vera istituzione -, parlano di sé, di quello che succede intorno.

Sofia è un po’ fissata con il cibo, con i pasti che ogni giorno diventano il campo su cui misurare la propria ansia di perfezione e le proprie nevrosi; Carla è angosciata dalla precarietà di un lavoro che non si è mai concretizzato, dal rapporto difficile con il marito (la cui carriera va a gonfie vele) e dal fatto di ritrovarsi intrappolata negli spazi e nei riti domestici; Norma, invece, è reduce da una separazione dolorosa, e si trova a fronteggiare i molti paradossi dell’ essere di nuovo single a quarant’anni e con i figli al seguito; infine Vera, una donna che porta il mondo sulle spalle e non si ferma mai, la breadwinner di una famiglia in cui il marito ha perso il lavoro: sarà proprio lui, rovinato dalle slot, a sparigliare le carte in modo drammatico e inaspettato. Questo momento di crisi unisce le amiche e le costringe a confrontarsi. Ciascuna di loro darà del dramma di Vera la sua interpretazione, in quel coro femminile di riflessioni autonome e concentriche che, piano piano, conferisce senso alla realtà, anche quella più dura, rendendola pensabile e visibile, come in un caleidoscopio.

Con una lingua vivace eppure sorvegliatissima, con una voce ironica e appassionata, Silvia Ballestra costruisce un’ indagine serrata intorno ai grandi temi della vita contemporanea: la famiglia con le sue complesse dinamiche relazionali, il cibo, il lavoro – che per le donne è una sfida quando c’è e quando, troppe volte, manca -, il lutto, la politica, i figli da crescere, le battaglie, i tradimenti, l’amore che nonostante tutto a volte resiste come i funghi nell’aiuola di Marcovaldo. Ne esce un affresco intenso e lontano da stereotipi e ideologie, al tempo stesso caustico e struggente: Sofia, Carla, Norma e Vera dissezionano spietatamente le nostre ipocrisie ma soprattutto ci restituiscono il calore di tutte coloro che non smettono di voler capire, nutrire, camminare. –

 

CATTIVE ACQUE di Martin Amis (Einaudi)

“ John guardava il cibo. Il cibo guardava John. John dava un’occhiata al cibo. Il cibo dava un’occhiata a John. A John non garbava l’aspetto del cibo. Al cibo non garbava l’aspetto di John. Il cibo, a John, non sembrava mai morto in modo davvero convincente.”

«Cattive acque è un libro pieno d’inventiva e dallo stile inimitabile. Con la sua prosa energica e la satira mordente, Amis esibisce una ricchezza di voci che ancora non aveva raggiunto» The Times

Tutti e nove i racconti narrano di mondi rovesciati o fantascientifici. È il caso del primo di essi, dove poeti ricchissimi volano in business class dall’Europa a Los Angeles, terra di potenti majors poetiche che li coprono di denaro e mettono alloro servizio stuoli di collaboratori.Invece, gli sceneggiatori, avvinazzati e misconosciuti, si ritrovano nottetempo nei bassifondi della città per tenere clandestine letture dei loro lavori.

In un futuro non lontano – ipotizza poi un altro racconto – il mondo potrebbe essere popolato per la maggioranza da omosessuali e gli etero, orgogliosi al limite dell’arroganza, sceglierebbero sempre piu spesso l’outing.Insomma, mondi stravolti eppure quanto mai veritieri in questi racconti scritti in un ventennio di attenti rimaneggiamenti.

Come sempre per svelare la realtà Amis sceglie un umorismo crudele, grottesco e dissacrante. Nel suo consueto stile, caustico e irriverente, Martin Amis crea o stravolge interi universi.

Fra contaminazione dei generi e ironica cattiveria, cui lo scrittore inglese ci ha abituati e che qui raggiunge il suo apice, questo libro è una vera e propria raccolta di «capovolgimenti».

 

REGOLE D’AMORE di William Trevor (Guanda)

-Una serie compatta di racconti, per lo più ambientati in Irlanda, in cui William Trevor ripropone al lettore il suo mondo di vite vissute sottovoce: vicende all’apparenza dimesse e quotidiane, tutte legate al mondo dei sentimenti e dell’amore, che celano il segreto di profondità vertiginose e che si spalancano improvvisamente di fronte a un evento o a un singolo minimo gesto.

Raccontando al lettore di distacchi e di abbandoni, di incontri e di tradimenti, Trevor fa vibrare la sua voce e la sua scrittura di tutta l’intensità psicologica che gli è propria, penetrando nell’intimo dei suoi personaggi, svelando tramite pochi dettagli e poche calibrate parole la verità recondita di sentimenti.-

 

L’AMANTE DI CHOPIN di Rosalind Brackenbury (Piemme)

– Maria Jameson, docente universitaria, è sposata, ha due figli e un amante più giovane di lei, al quale è legata da un’intensa passione.

Tra la complicata e impegnativa doppia vita che conduce e l’incertezza di rimanere sola, Maria trova guida e sostegno nella lettura dei romanzi di George Sand, la famosa autrice dell’Ottocento su cui sta scrivendo un libro.

Lo studio dei testi e dell’autobiografia della scrittrice, la visita nei luoghi che amava e frequentava, e in particolar modo la scoperta delle sue numerose e intense relazioni sentimentali, trascinano Maria in un universo femminile rivoluzionario e anticonformista.

Ed è soprattutto nella tormentata relazione di George Sand con Frédéric Chopin che Maria trova risposta alle domande che l’assillano sull’amore, sulla fedeltà, sugli uomini, sull’arte e la vita. Fino alla conclusione del suo libro, quando Maria si riconcilierà con se stessa, riscoprendo la bellezza della semplicità e della quotidianità dell’amore.

Ambientato tra Edimburgo, Palma di Maiorca e la Francia, attraverso il delicato intreccio delle voci di Maria e George Sand, L’amante di Chopin descrive il percorso di due donne che, seppur lontane nel tempo, condividono il sentimento della passione e la ricerca dell’amore perfetto.Due storie di perdita e riscoperta di sé che, come in un elegante gioco di specchi, si riflettono l’una nell’altra.-

 

Margherita Ruglioni

Suggestioni letterarie e non solo… ” Un titolo per il dopocena? Una poesia che ti graffia l’anima? Una lettura leggera, un saggio, un fumetto. Le frasi di un altro, che ti appartengono come fossero state dettate dal tuo pensiero. Leggere è viaggiare, è incontrare, è non essere mai solo. Leggere è vita. Nella rubrica ti darò solo qualche suggerimento… sta a te poi scegliere e scoprire gli intrecci.

Chi sono?

Tosco-Veneta, lavoro nella casa dei libri. Abito in una casa stropicciata, tra carte, parole e colori.
Creativa e spontanea, organizzo eventi culturali in biblioteca a Mestre, sono anche pubblicista e mi occupo di comunicazione. Leggo, scrivo, viaggio, amo. Adoro il buon cibo, il mare, la luce.
Quando posso sorrido. Penso, sì, penso molto!

margherita.ruglioni@gmail.com

 

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