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Cultura

Barchessa Valmarana

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La Barchessa Valmarana sorge in località Riscossa di Mira, ed è ciò che resta dell’imponente complesso della villa, acquistato intorno al 1739 dal patrizio Leonardo Valmarana, esponente di una ricca famiglia di origine vicentina.

” La storia e il territorio si uniscono nelle antiche Ville che sorgono lungo la Riviera del Brenta. Un mondo assopito che aspetta solo di essere riscoperto.

La nobiltà veneziana ci ha lasciato eredi di queste opere meravigliose costruite tra il XVI e il XVIII secolo e spetta a noi valorizzarle, riscoprirle e amarle come esempio della nostra cultura nel mondo.
Piccole descrizioni e curiosità aiuteranno tutti ad avvicinarsi a queste ville con la speranza di sentirsi sempre più vicini alle tradizioni di un territorio come il nostro, intriso di storia, patrimonio e cultura. “

di Giorgia Zatta

” BARCHESSA VALMARANA, UN PEZZO DI STORIA SOPRAVVISSUTO AL TEMPO “

All’originale edificio centrale, cinquecentesco, erano affiancate due barchesse a forma di “L” disposte specularmente. Fino alla fine del 1600 la barchessa era quella parte della villa che rimaneva al servizio dell’agricoltura, come granaio, e sotto le cui arcate venivano riposte le barche (da queste si trasse poi il nome barchessa), affinche’ non disturbassero il normale utilizzo del Naviglio del Brenta (era infatti vietato lasciare le barche attraccate lungo il Canale). Il XVII secolo, l’ultimo della Republica Marinara di Venezia, e’ caratterizzato da una vita dedita al divertimento ed all’ostentazione. Simbolo di tutto cio’ diventano le feste che, organnizzate all’interno delle ville lungo la Riviera del Brenta, duravano anche piu’ di un giorno. Si presentava così alla Famiglia Valmarana la necessita’ di dare ospitalita’ agli invitati, ma il palazzo di familglia o corpo padronale, era sufficente solo per I famigliari. Le Barchesse della Villa vennero perciò trasformate in Foresterie per assolvere a questa esigenza: da “foresti” (indicando con questo termine parenti e amici) si trae la parola foresteria.
Il corpo padronale della villa fu distrutto sfortunatamente nei primi anni del XX secolo per non pagare la tassa sui beni di lusso. Oggi è visitabile solo la barchessa di destra, riportata all’antico splendore intorno al 1962 dallo scultore Luciano Minguzzi.
L’impatto del visitatore è forte non appena si avvicina all’imponente porticato sorretto da possenti colonne tuscaniche; al centro è immediata la vista di un bellissimo carro, costruito nel 1867, in legno scolpito e intagliato.
All’esterno, oltre l’enorme porticato proiettato sul fiume antistante, merita una attenzione particolare la facciata occidentale, visibile anch’essa dal Brenta provenendo da Padova, che ripropone una serie di finestre di richiamo rinascimentale racchiuse tra l’angolo del grande portico e uno pseudo porticato sul lato opposto. Sopra l’arco di entrata si nota lo stemma gentilizio dei Valmarana. Il lato meridionale non dovendo assolvere invece ad alcuna funzione monumentale, in quanto non si scorge dal Brenta, è molto più semplice e statico con grandi finestre adatte a dar luce ai saloni interni.
Intorno alla Villa si estende il giardino all’italiana ed un ampio parco ben curato, con più di mille piante di rose.

All’interno della Barchessa si aprono diverse stanze, tutte arredate con mobili originali seicenteschi. La prima affrescata è chiamata “Sala dei Capricci” per i cinque monocromi ovali che rappresentano vedute fantastiche di colore violaceo raffiguranti paesaggi frutto della fantasia dell’artista che gioca tra l’immaginario e la realtà del paesaggio che si scorge dalle vicine finestre.
Oltrepassando la porta si entra nel salone delle Feste, interamente affrescato secondo criteri del ‘700 veneto. Nel soffitto del salone centrale, all’interno di un cielo Tiepolesco, è rappresentata la Gloria della famiglia Valmarana. Inserite in un contesto originale, tra i lazzi ed il lavoro campestre, le figure di Diana, Marte, Apollo e Minerva si accompagnano a paggi, dame e popolane che spuntando magicamente dalle pareti, osservano lo spettatore da un’illusoria balaustra. Al centro si possono ammirare due figure femminili, la prima, vestita in rosso, raffigura la nobiltà e l’onore, mentre la seconda, con un drappo bianco, personifica la famiglia Valmarana.
Questi affreschi vengono attribuiti a Michelangelo Schiavoni detto il “Chioggiotto”, artista attivo nella seconda metà del XVIII secolo della scuola del Tiepolo.Nell’entrare in queste stanze rivive ancora il ricordo delle grandi feste che si tenevano nella villa. In particolare viene ricordato un suntuoso banchetto organizzato il 9 luglio del 1764, in occasione di un importante incontro commerciale tra el “paron” Prospero Valmarana, detto il “Savio della mercanzia”ed il pascià turco Kagy Agà.
Il radicale ed accurato restauro ha portato la barchessa Valmarana al suo passato splendore: un aspetto monumentale per l’ampio porticato a doppie colonne, manifesta la funzione di rappresentanza che l’edificio era chiamato a svolgere.

Informazioni
Indirizzo:Via Valmarana, 11, Mira Venezia
Orario di apertura:
da marzo ad ottobre dalle ore 10:00 alle ore 18:00
in altri giorni è visitabile su appuntamento.
Tel. 041/4266387 – Cell. 349/4977690.
Costo del biglietto:
euro 6,00, ridotto euro 5,00.

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