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Cultura

Villa Sagredo

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Villa Sagredo è una delle più suggestive dimore che sorgono sul nostro territorio e si erge fiera nella campagna di Vigonovo.

” La storia e il territorio si uniscono nelle antiche Ville che sorgono lungo la Riviera del Brenta. Un mondo assopito che aspetta solo di essere riscoperto.

La nobiltà veneziana ci ha lasciato eredi di queste opere meravigliose costruite tra il XVI e il XVIII secolo e spetta a noi valorizzarle, riscoprirle e amarle come esempio della nostra cultura nel mondo.
Piccole descrizioni e curiosità aiuteranno tutti ad avvicinarsi a queste ville con la speranza di sentirsi sempre più vicini alle tradizioni di un territorio come il nostro, intriso di storia, patrimonio e cultura. “

di Giorgia Zatta

” VILLA SAGREDO: LA NOBILE ELEGANZA RISCOPERTA “

Studi approfonditi e testimonianze tuttora visibili – come ad esempio vecchi cunicoli presenti nel sottosuolo e fondazioni “scampanate” – testimoniano che il complesso sorse su un antico castello romano, quartiere dei Sarmati nel IV sec. All’inizio del ‘500 la famiglia dei Gritti, divenne proprietaria del forte e lo ristrutturò trasformandolo in villa, affidando il progetto a un architetto appartenente alla scuola del Sansovino. Nella seconda metà del ‘500 la proprietà venne ceduta a Giovanni Sagredo, patrizio veneziano, che commissionò l’ampliamento del palazzo, la costruzione degli annessi e la creazione del maestoso giardino all’italiana. Di origine greca, i Sagredo sarebbero giunti a Venezia da Salonicco o forse da Sebenico, venendo inclusi nell’ordine patrizio all’epoca della dedizione di quest’ultima alla Serenissima (aggregazione confermata alla serrata del Maggior Consiglio, nel 1297). Si trasferirono in laguna dal 480; nel X secolo secondo altri. Nel 1297, furono tra le famiglie incluse nella Serrata del Maggior Consiglio. Furono tra le famiglie aristocratiche più influenti, ricche e potenti di Venezia pressoché per tutta la durata della Serenissima Repubblica, raggiungendo l’apice della propria potenza nel corso del secolo XVII. Diede i natali non solo al suddetto doge ma anche a comandanti militari, uomini politici ed ecclesiastici (tra questi, un patriarca di Venezia e un santo). Dopo la caduta della Serenissima, il governo imperiale di Vienna confermò la nobiltà ai vari rami di questo casato con le Sovrani Risoluzioni datate 1º dicembre e 18 dicembre 1817, 2 dicembre 1819 e 10 novembre 1820. Giovanni Gerardo di Francesco Sagredo, inoltre, ottenne per sé e per la propria discendenza il titolo di conte dell’Impero d’Austria.
Dalla fine dei Sagredo (1871) la Villa cadde in decadenza e divenne un enorme rustico posto a servizio dei terreni, che divennero semplici vivai, seminativi e vigneti. Negli anni ’70 iniziarono i lavori di ripristino del complesso monumentale con l’arrivo del nuovo proprietario Roberto Bano, che intraprese le numerose opere di restauro che hanno restituito al complesso, ove è stato possibile, il suo antico splendore.
Un viale d’accesso conduce al corpo principale, ai cui lati si snodano due porticati con colonne, oggi parzialmente tamponati, terminanti su due chiesette. A sud, isolata, un’altra piccola chiesa e a nord, il corpo della barchessa, cui ortogonalmente si annettono le ex scuderie. Gli edifici sono circondati da un vasto parco di 20 ettari, un tempo splendido giardino all’italiana con peschiera di cui purtroppo rimane solo una modesta traccia, e oggi riscopribili solo grazie alle stampe dell’ingegnere Giorgio Tramarini (1713). Il corpo principale si sviluppa su due piani, al termine dei quali si trovano quattro abbaini, ognuno a coronamento di ciascuna delle facciate, pressoché identiche. La tripartizione dei fronti, sottolineata dalle trifore centrali al piano nobile e accentuata dagli abbaini timpanati con aperture centinate, rispecchia un interno a pianta classica.
La barchessa, a un piano più sottotetto, è di stile rustico, con aperture contornate a bugnato gentile sul fronte verso l’ingresso; l’ex scuderia, in mattoni faccia vista, oggi destinata in parte ad abitazione, forma con quest’ultima una L e apre verso il parco con ampi porticati.
All’interno della villa padronale, pregevoli soffitti alla sansovina e originali affreschi rappresentano la villa nel suo antico splendore. Nel salone centrale al piano terra due interessanti portali trabeati con apertura ad arco in pietra conducono alle sale laterali. Rientra nell’impianto edilizio anche l’oratorio, nel quale trova sepoltura Agostino Sagredo, ultima della gloriosa progenie: una lapide con lo stemma della famiglia, lo commemora.
Qui soggiornarono, fra gli altri, personaggi celebri: Papa Clemente VIII, San Gregorio Barbarigo e il poeta Giacomo Zanella.  Nel ‘600 Galileo Galilei spesso si recava a Vigonovo, a casa dell’amico fraterno Giovan Francesco Sagredo, a rilassarsi in quello che la tradizione popolare chiamava “el sofa del siensiato”. Durante la seconda guerra mondiale la villa venne occupata prima dalle truppe, poi da genti sfollate.
Secondo gli abitanti del luogo, il fantasma di Giovannino Sagredo, sepolto nell’oratorio attiguo, continua ad aggirarsi per le stanze della Villa.
Villa Sagredo oggi ospita un ristorante che, con il parco e la barchessa, si prestano come elegante location per eventi e cerimonie. L’ambiente è elegante ed accogliente, come una dimora che mantiene i sapori seicenteschi.

La Villa è ubicata a VIGONOVO, tra Padova e Venezia, nella campagna della Riviera del Brenta.
Da Padova dista 8 Km ( è a 10 minuti dal casello autostradale di Padova Est ); vi si giunge seguendo la strada Noventana fino al fiume Brenta e quindi seguendo le indicazioni per Vigonovo.
Da Venezia dista 30 Km e vi si giunge seguendo la statale n° 11 (PD – VE) fino a Strà, quindi seguendo la strada che porta a Noventa Padovana, deviando prima per Vigonovo.

La Villa è aperta tutti i giorni dalle 17.00 alle 22.00, il sabato e la domenica tutto il giorno.
Lunedì chiuso.

Per informazioni : Villa Sagredo, Via Sagredo 3, 30030 Vigonovo. Tel 049.503174 – Fax 041.410664; info@villasagredo.it

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