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Odissea nelle Spezie

Polipetti affogati con lenticchie e scarola

polipetti affogati 1

La leggenda del giorno di san Valentino ha per lo più una girandola di luoghi comuni e pigolii a dir poco sospettosi: ciu ciuc ciu … miao miao miao … smack smack smack … insomma un mulinello di paroline dolci e gesti teneri …

… fuochi d’artificio dall’alba al tramonto … poi di solito il tran tran riporta tutto nella dimensione reale, quella quotidiana, dove paroline e gesti sono ridimensionati e la frase forse più diffusa diventa: “mi passi il sale?” “Per favore!” … “Per favore”.. Io la sera del 14 che era anche il mio compleanno avevo da preparare una cena per tre, io lei e il ragazzo. Lei mi porta i polipetti che aveva comprato solo perché li aveva visti sul banco del pesce. Pensa te. Ma è stata una bellissima serata. La più bella. Davvero.

POLIPETTI AFFOGATI CON LENTICCHIE E SCAROLA

COSA SERVE

500 g di polipetti, 200 g di lenticchie, scarola (indivia napoletana), 10 pomodorini Piccadilly, 1 gambo di sedano, 2 spicchi d’aglio rosso, 1 cipollotto, 1 porro, peperoncino, olio evo, 1 bicchiere di vino bianco, sale, pepe.

COME FARE

Con un po’ d’olio evo, ho fatto saltare in una casseruola l’aglio rosso in camicia con il peperoncino. Ho aggiunto i polipetti, puliti e lavati sotto l’acqua corrente, ho coperto e lasciato cuocere fino a quando hanno liberato la loro acqua. Ho quindi unito il vino bianco e l’ho fatto sfumare. Ho poi aggiunto i pomidorini (ho usato i Piccadilly tagliati a spicchi) e lasciato cuocere a fuoco moderato per circa 10 minuti.

In un’altra casseruola ho soffritto in un po’ d’olio evo un trito di cipollotto, porro tagliato finissimo, sedano, aglio rosso privo dell’anima e qualche pomodorino intero. Ho aggiunto dunque al soffritto le lenticchie, quelle piccole dell’altipiano di Colfiorito e ho lasciato cuocere sino a quando si sono ammorbidite. Ho unito infine la scarola che avevo fatto cuocere prima per una mezz’oretta, ho salato, macinato il pepe e le ho fatte insaporire per 5 minuti.

Tutto qui. Una vera ricetta cover revisionata senza esagerazione da una leccornia degustata tempo fa in un paesino incantato a due passi da Positano, arrampicato in una posizione unica, sovrastante due golfi, quello di Napoli e quello di Salerno, la “terra delle sirene” delle antiche leggende. Non avevo pensato al dolce, infischiandomene del calendario e della data inevitabile che aggiunge un anno ai già vissuti … Fortunatamente, lei, prevedendo la mia limitazione ai vezzi di feste ordinarie, oltre ai polipetti aveva portato una torta. Sacher. Divorata.

COSA BERE

Qualche dubbio, lo confesso, mi balenava come fossi Amleto. Vino bianco o vino Rosato? E perché non un rosso leggero? Il polipetto nel palato combina spesso birichinate. La lenticchia recrimina talvolta mineralità persistente e finale decisamente secco. Alla fine ho fatto la cosa giusta e scelto la deregulation enologica: ho preso un Lugana Doc, S.Cristina Vigneto Massoni. Lo avevo conservato da quando me lo aveva portato Daria, la mia amica veneta. Ho fatto bingo: al palato ha subito messo d’accordo polipetto e lenticchia sfumando la sua granulosità aromatica senza interferire troppo. Quasi succoso, morbido e gentile. Poi, con la Sacher non ho certo avuto dubbi: Merlino Vino Liquoroso. Un uvaggio da brivido, Lagrein con aggiunta di brandy di schiava e lagarino che l’enologo Mario Pojer ha saputo gestire alla perfezione. Un vino coraggioso.

 

Flavio Pedrotti Moser
 
La mia Rubrica è : ” Odissea nelle Spezie ” !
 
Siamo tutti diventati navigatori nello spazio culinario, alla ricerca di ricette  per languori sempre più esigenti.Io ne ho provate di ricette, fusioni che molti cuochi non potrebbero immaginare, cibi e vini da convivio in fiamme al largo dei bastioni di Origano e ho visto microonde balenare nel buio vicino alle porte della cantina. Ecco dunque proporvi ricette trovate nelle sinuosità più oscure della esperienza enogastronomica…

 

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