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Cultura

Ville Venete – Villa Soranzo Fracasso

Il complesso di Villa Soranzo Fracasso detta “la Soranza” è situato sulla riva sinistra del Brenta nel comune di Fiesso D’Artico. Questa Villa Veneta, costruita nella seconda metà del 500, ripropone motivi architettonici tipici del Palazzo Veneziano.

“La storia e il territorio si uniscono nelle antiche ville che sorgono lungo la Riviera del Brenta. Un mondo assopito che aspetta solo di essere riscoperto. La nobiltà veneziana ci ha lasciato eredi di queste opere meravigliose costruite tra il XVI e il XVIII secolo e spetta a noi valorizzarle, riscoprirle e amarle come esempio della nostra cultura nel mondo. Piccole descrizioni e curiosità aiuteranno tutti ad avvicinarsi a queste ville con la speranza di sentirsi sempre più vicini alle tradizioni di un territorio come il nostro, intriso di storia, patrimonio e cultura”.

LA VILLA COME CELEBRAZIONE DELLA POTENZA DELLA FAMIGLIA SORANZO

La villa fu costruita per conto della famiglia veneziana dei Soranzo, da cui il nome popolare di Soranza. I Soranzo di Rio Marin, discendenti della gens Susperantia di Roma, ebbero tra i loro membri il doge Giovanni Soranzo (dal 1312 al 1328) che ebbe il merito di consolidare per la prima volta la potenza della Serenissima sui mari e diede avvio alla costruzione del celeberrimo Arsenale di Venezia, citato anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia. La villa fu di proprietà di questa gloriosa famiglia, che si distinse anche nella battaglia di Lepanto e nelle guerre contro i Turchi.

Ai Soranzo la villa appartenne solo dal 1611 al 1761, poiché già nel 1767 la proprietà che compare nel rilievo di Pietro Brandolese è assegnata alla famiglia Corner, la quale nel primo Ottocento la cede ai Bonato. Nel 1831 risulta intestata a Rosa Contarini sposata con Giuseppe Vio e dopo altri passaggi di proprietà, appartiene a Giuseppina Romiati, all’Editore Palazzi e da questi all’attuale proprietario Oreste Fracasso.

Di particolare interesse è il periodo “risorgimentale” in cui il sopraccitato Giuseppe Vio, fervente patriota, ospitò nella villa tra il 1857 e il 1865 le sedute del “Comitato segreto delle Province Venete” nelle quali vi convennero personalità come Arnaldo Fusinato, Giacomo Zanella, Felice Miani, Leonardo Emo Capodilista, Ferdinando Coletti e tanti altri.  In questa villa i carbonari Santarosa, Confalonieri, aiutati dalla gente del posto, installarono una rudimentale tipografia, dove stamparono i volantini contro il regime di Massimiliano d’Asburgo che, in quei tempi, dimorava nella vicina Villa Pisani.

Da notare inoltre come il D’Annunzio ricordi la villa (chiamandola villa Barbarigo, probabilmente a causa del nome della località derivante dalla vasta proprietà terriera dei Barbarigo) nel suo romanzo “il Fuoco”.

Frutto del genio di un architetto che rimane purtroppo ancora ignoto, Villa Soranzo è un edificio cubico che ripropone in pianta lo schema planimetrico tripartito con salone centrale a “T”, interpassante, e stanze poste lateralmente. Volumetricamente si suddivide in tre piani, rialzato, nobile e sottotetto più seminterrato. Una scalinata di otto larghe pedate conduce all’ingresso della villa, sovrastato da un elegante poggiolo in pietra su cui si affaccia una serliana.

Ai nostri giorni il giardino si sviluppa a est e a nord della proprietà. L’area antistante alla villa ha prato all’inglese, diviso da un vialetto in ghiaia che conduce all’ingresso della villa mentre quella a lato conserva ancora alcune specie di un certo valore.

GLI SPLENDIDI AFFRESCHI ESTERNI: PUNTO DIFORZA DI VILLA SORANZO

Tra le innumerevoli ville che sorgono lungo la riviera del Brenta, questa si segnala per gli affreschi raffiguranti divinità mitologiche che decorano la facciata. La tradizione e il cartello davanti alla villa li attribuiscono a Benedetto Caliari fratello di Paolo (il Veronese), ma questa attribuzione è stata messa in dubbio e oggi ci si limita ad ipotizzare un artista della scuola di Baldassarre Longhena.

Al piano terra sono disegnate tra le finestre figure monocrome entro nicchie, mentre al primo piano è possibile osservare il dipinto di una balaustra su cui poggiano colonne corinzie e, tra le finestre, gruppi mitologici che si affacciano a finti poggioli con sfondi di architetture. Tali rappresentazioni raffigurano, partendo da sinistra, due guerrieri, Mercurio e l’Abbondanza, Cupido che scocca la freccia ad un baccante e un guerriero che afferra una donna ignuda a cavallo di una cornucopia. Queste rappresentazioni che si stagliano lungo la linea del primo piano, creano una originale illusione visiva che “raddoppia” il numero delle finestre. Altre figure sono dipinte lungo lo zoccolo della villa e tra le finestre dell’ultimo piano, ove sono raffigurati motivi ornamentali geometrici.

Internamente la villa vede distribuite le proprie stanze attorno ad un ampio salone centrale impreziosite da raffinati affreschi cinquecenteschi con figure e grandi paesaggi mentre, al primo piano, sono presenti tre pregevoli caminetti decorati da vistosi stucchi, attribuiti ad Alessandro Vittoria (1524-1608). A “incorniciare” l’edificio troviamo ampi spazi verdi trattati a giardino e a parco e le adiacenze rustiche.

Negli spazi alternati alla finestre sono rappresentati, al piano inferiore, figure dentro nicchie, al primo piano, personaggi su fondi prospettici affacciati a finti poggioli, al secondo piano, figure monocrome di divinità. All’interno, in una stanza al piano terra vi sono ornamenti ad affreschi del 500 ed al primo piano 3 pregevoli caminetti decorati da vistosi stucchi attribuiti al Vittoria. Impreziosiscono il contesto circostante alla villa una vera da pozzo, le adiacenze rustiche a tergo e gli spazi verdi trattati a giardino e a parco.

CURIOSITA’: UNA SCIMMIA IN VILLA?

Non solo la facciata è affrescata, bensì anche il lato occidentale (anche se le pitture sono maggiormente deteriorate). In questa parte è ancora possibile vedere il dipinto di una scimmia che ha addirittura dato alla villa anche la denominazione di “Casa della Scimmia”.

Di Giorgia Zatta

Informazioni
Indirizzo: Via Naviglio, 8 – Fiesso D’Artico (VE) – Riva sinistra
Visibile solo esternamente

Fonti: http://hicsuntleones.altervista.org
www.rivieradelbrenta.biz
www.passeggiandoinbicicletta.it
www.slideshare.net/marafiorin/fiesso-dartico

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