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Cultura

Villa Ferretti-Angeli

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La villa si colloca lungo la riva destra del Brenta, nel Comune di Dolo, località Sambruson. La villa fu costruita nel 1608 per volere della famiglia Ferretti.

“La storia e il territorio si uniscono nelle antiche ville che sorgono lungo la Riviera del Brenta. Un mondo assopito che aspetta solo di essere riscoperto.
La nobiltà veneziana ci ha lasciato eredi di queste opere meravigliose costruite tra il XVI e il XVIII secolo e spetta a noi valorizzarle, riscoprirle e amarle come esempio della nostra cultura nel mondo. Piccole descrizioni e curiosità aiuteranno tutti ad avvicinarsi a queste ville con la speranza di sentirsi sempre più vicini alle tradizioni di un territorio come il nostro, intriso di storia, patrimonio e cultura”.

di Giorgia Zatta

VILLA FERRETTI-ANGELI: ARMONIA ARCHITETTONICA LUNGO IL BRENTA

La famiglia vicentina dei Ferretti entrò nel XV secolo a far parte del patriziato veneziano e tra il 1596 e il 1600 Vincenzo Scamozzi, architetto rinascimentale vicentino, realizzò questa villa per Gerolamo Ferretti come dimora ideale per controllare la sua tenuta di campagna. Dopo essere stata delle famiglie Rigoni e Angeli, nel XIX secolo la villa passò alla famiglia Mocenigo I Mocenigo erano una nobile famiglia veneziana, ascritta al patriziato. Tra le più insigni e ricche della città, citata già nel XII secolo, annovera sette dogi e altri esponenti politici, diplomatici, militari, scrittori ed ecclesiastici, alcuni esponenti della quale trovano sepoltura nella cappella privata.
Nel 1945 la villa fu requisita dal comando alleato; abbandonata da questo, nel 1946 fu occupata regolarmente da una famiglia di Zara e, abusivamente, in anni successivi, da alcune famiglie di senza tetto, fatto che cagionò alla villa uno stato di totale incuria e degrado.  Nel secondo Novecento fu restaurata dalla Montedison e, attualmente di proprietà della Provincia di Venezia, è stata sede di un liceo fino agli anni 1990. Ora ospita la Direzione provinciale di EnAIP Veneto, ente di formazione professionale.
Le cancellate d’ingresso, sorrette da pilastri cilindrici sormontati da seicentesche anfore marmoree, introducono al giardino e alla corte lastricata antistanti al complesso che comprende, oltre alla villa, le due barchesse e la cappella privata. Villa Ferretti ha due facciate gemelle, una sul parco e una sul fiume, che si sviluppano in lunghezza. L’impostazione architettonica si basa su una perfetta simmetria delle parti: due ali laterali si dispongono intorno a un corpo centrale rialzato e terminante in un grande timpano dentellato. La decorazione delle due facciate è la stessa: le aperture sono rettangolari, a eccezione della grande monofora centrale, a tutto sesto e con balaustra, e intervallate da paraste ioniche (pilastri inglobati in una parete, dalla quale sporgono solo leggermente). La facciata che dà sul parco presenta uno stemma nobiliare a bassorilievo retto da due angioletti, scolpito probabilmente da Francesco Albanese e contenuto nel timpano. Elemento che rende peculiare l’edificio sono le coppie di cuspidi (elemento architettonico piatto di forma triangolare con funzione decorativa, tipico dell’architettura gotica) poste sul tetto, solo sulla facciata che dà sul Brenta. Le ali mostrano finestrature seriali, grandi e con cornice a bugnato rustico al piano terra, più piccole al piano superiore.
Gli annessi rustici sono notevolmente degradati. Nella barchessa di sinistra, aggiunta alla fine del ‘700, apre un portico con ampie arcate e vani secondari al pian terreno, mentre al piano superiore ad ogni arcata corrisponde una piccola finestrella ovale. Quella di destra, ortogonale alla villa, che ospitava le cantine e le stalle, mostra un grande arcone e quattro successive aperture architravate ora vetrate. Staccata dal blocco residenziale e posta a est si trova la cella mortuaria, che fu dedicata a san Fermo con i Ferretti e a san Rustico con gli Angeli. Il parco, originariamente disposto secondo i canoni del giardino all’italiana, oggi risente delle modifiche settecentesche, di gusto prevalentemente romantico, percorso dai sentieri tortuosi, ricco di specie arboree ad alto fusto e una collinetta artificiale.
L’edificio si dispone su due livelli, piano terra e piano nobile. L’interno della villa che in origine ricalcava quello di un palazzo veneziano con una monumentale sala di ingresso su due piani, fu radicalmente modificato per i vari cambi di uso della villa. Degni di nota sono un ampio salone ospitato nella parte centrale del piano nobile e degli affreschi moderni di Giuseppe Spolaor.

INFORMAZIONI

Indirizzo: Via Brenta Bassa, 41 (Dolo)
Orari: su appuntamento Tel. 041 413056
La Provincia concede l’utilizzo del parco e di alcune sale della Villa per manifestazioni culturali e sportive richieste dalle diverse associazioni.
http://patrimonio.provincia.venezia.it

 

Le manifestazioni potrebbero subire cambiamenti, pertanto vi consigliamo di verificare l’evento contattando direttamente gli enti organizzatori.
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