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Storie di Uomini

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La mia piccola stella di Sebastian Chabal,  Baldini&Castoldiv “Sotto i capelli lunghi, dietro la barba da orco, c’è un operaio giunto al rugby per caso. Un uomo divertente e autoironico, timido e sensibile. Strano ma vero, visto che Sébastien Chabal, il rugbista più famoso di Francia, ha la fama di duro.

E in campo duro lo è senz’altro: chiedere informazioni agli All Blacks e ai loro tifosi, i più esigenti del mondo, che lo hanno “adottato” proprio per lo spirito combattivo mostrato contro la selezione neozelandese. Ma fuori dal campo le cose cambiano, a partire dalla risata contagiosa che sembra di ascoltare leggendo questo libro.”

Un personaggio interessante, generoso nella squadra e nella vita, un uomo semplice che non ha cambiato modo d’essere e di fare, nonostante la “gloria” ottenuta dalle vittorie.
Un uomo che ha capito che nel rugby bisogna saper essere generosi, non si deve cercare di brillare a scapito del collettivo. L’individuo non è niente, il gruppo è tutto. Tutti hanno bisogno dell’altro.
Un uomo brontolone, un brontolone nato, si dichiara, come un vecchio orso. Brontolone ma non cattivo…ma che in campo si butta senza esitazione:
“Non mi vede arrivare, ignora del tutto i miei 115 chili che lo stanno per travolgere come un’orda di cinghiali lanciati attraverso una foresta, pronti a rovesciare tutto al proprio passaggio.”
Un uomo “forte come un blocco di cemento” che già a due anni il pediatra aveva definito un bimbo troppo muscoloso da poter stare seduto… Un uomo a cui Il rugby ha dato davvero tutto.

Voglia di normalità. Finestre di resistenza nonviolenta palestinese
di Betta Tusset e Nandino Capovilla, Paoline ed.

Che si vede dalle finestre delle case dei palestinesi nei Territori Occupati, a Gaza e in Israele?
Una vita impossibile, case circondate da filo spinato, da muri, da soldati… come trovare una via d’uscita?
Testimonianze e voglia di normalità.
Da casa murata, casa ricordata, casa invisibile, casa assediata, casa occupata, casa tenda, casa rimasta di là, casa distrutta, casa sotto le bombe…

“Il villaggio di Al Walajeh rappresenta un esempio di quello che sta avvenendo in tutta la Palestina: in questi anni abbiamo perso tutto, siamo minacciati dalla costruzione del muro di separazione, dall’espansione di due colonie, da una by-pass road, dalla continua confisca di terre e dalla demolizione di case (…) La politica israeliana del quiet-transfer è lampante: rendere la vita degli abitanti talmente difficile e complicata da costringerli a lasciare il villaggio”

Don Nandino Capovilla, prete della diocesi di Venezia, ce ne parla martedì 19 febbraio, alle ore 18.00 in Biblioteca civica di via Miranese 56 a Mestre.

 Anatomia di una scomparsa di Hisham Matar, Einaudi
Un’assenza, una scomparsa ed è angoscia.  Kamal Pasha, il padre poco più che quarantenne di Nuri el-Alfi, è stato prelevato durante la notte da due sconosciuti in una casa di Ginevra. Dov’è finito e perché?                 L’amore indissolubile per un padre che, vedovo, ha sposato la donna giovane di cui il dodicenne si era innamorato, facendola diventare la sua matrigna.
E nasce il senso di colpa, come se la sparizione fosse causata dal suo desiderio di far sparire il padre, almeno per un po’, ed usurparne il letto con la giovane donna ambita…   E’ anche un romanzo di formazione, questo, della scoperta dell’amore e del sesso.              Il tema principale è quello dei rapporti umani, delle apparenze, degli inganni, dell’inaffidabilità delle convinzioni.
“La porta di una camera era socchiusa lo spazio di due dita.  Sentii l’acqua che scorreva, una canzone inglese e una voce di donna che la canticchiava. Scostai la porta abbastanza per entrare ma aspettai che i miei occhi si abituassero alla penombra. (…) Anche la porta del bagno era stata lasciata socchiusa, e il costume giallo pendeva dalla maniglia. Capii solo allora che stavo cercando lei, sperando di incontrarla lontano dagli occhi di mio padre. Provai un’eccitazione delirante nel trovarmi nella sua stanza, nei locali privati di quella donna misteriosa che viaggiava da sola. Chi era? (…) Una scarpa era rovesciata su un lato e rivelava la pelle color crema all’interno, schiacciata e modellata dal piede. Sullo chiffonnier c’erano una collana di perle, una boccetta di profumo e una spazzola per capelli. “

 

Margherita Ruglioni

Suggestioni letterarie e non solo… ” Un titolo per il dopocena? Una poesia che ti graffia l’anima? Una lettura leggera, un saggio, un fumetto.

Le frasi di un altro, che ti appartengono come fossero state dettate dal tuo pensiero.
Leggere è viaggiare, è incontrare, è non essere mai solo. Leggere è vita.  Nella rubrica ti darò solo qualche suggerimento… sta a te poi scegliere e scoprire gli intrecci.

Chi sono?

Tosco-Veneta, lavoro nella casa dei libri. Abito in una casa stropicciata, tra carte, parole e colori.
Creativa e spontanea, organizzo eventi culturali in biblioteca a Mestre, sono anche pubblicista e mi occupo di comunicazione. Leggo, scrivo, viaggio, amo. Adoro il buon cibo, il mare, la luce.
Quando posso sorrido. Penso, sì, penso molto.

margherita.ruglioni@gmail.com

 

 

 

 

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