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Cultura

Poesia, Solitudine, Silenzio… E Storie, Comunque, D’Amore

nottambuli

Edward Hopper La poesia del silenzio.

Liriche raccolte e introdotte da Gail Levin (Rizzoli ed)

 – Le immagini di Edward Hopper dedicate all’America del ventesimo secolo hanno attratto molti poeti, tra cui John Hollander, Joyce Carol Oates e John Updike che, della sua arte, hanno tentato di cogliere l’essenza della solitudine e del silenzio.

Questo specialissimo volume, unisce per la prima volta capolavori di Hopper commentati, ma sarebbe meglio dire evocati, da composizioni liriche.Questo libro celebra l’incontro di due distinte forme d’arte – la pittura e la poesia – e rende omaggio al brillante pittore che meglio di ogni altro ha illustrato la poetica recondita dell’America del ventesimo secolo-

Edward Hopper “Nottambuli” 1942

I tre uomini son vestiti da capo a piedi, maniche lunghe,
cappello, anche se è un interno,e ben illuminato,
e c’è una donna. La donna indossa
un vestito rosso a maniche corte, tagliato per esporre
le braccia, una curva del suo petto cremoso, osserva
una sigaretta nella mano destra pensando
che il suo compagno ha finalmente lasciato la moglie ma
può fidarsi di lui? Gli occhi dalle palpebre pesanti,
la bocca imbronciata coperta di rossetto, ha il vero e proprio pallore delle
teste rosse, come latte scremato, maledettamente
attraente e lei crede di saperlo ma cosa di preciso
l’ha fatta arrivare così lontano, e dove?- fra qualche giorno
comincerà ad avere sensi di colpa, lei conosce i segni,
un odore reale, di sudore, rancido, come
calzini sporchi, lui sgattaiolerà via per telefonare
e lei giura che non ha intenzione di passarci di nuovo,
non ha intenzione di crollare a piangere o implorare
né ha intenzione di urlargli qualcosa,lei ha chiuso
con queste cose e lui è silenzioso al suo fianco
non è il tipo che parla molto ma sta pensando
che ha fatto la mossa giusta infine, grazie a Dio
è un po’ intontito, come un uomo che sogni- è un sogno,
questo?- tanto è vasto, fermo,
muto, orizzontale, – e il barista vestito di bianco
chinato com’è, immobile, e l’uomo
sull’altro sgabello, immobile, se non per sorseggiare
il suo caffè, ma si sente benissimo, lui,
è innanzitutto un senso di sollievo, stavolta è sicuro
al cento per cento che farà funzionare la cosa,
lo deve a lei
e a se stesso bontà divina e lei sta pensando
che la luce è troppo luminosa in ‘sto posto, forse
non proprio lusinghiera, detesta quando il suo
rossetto
si consuma e il trucco si rapprende, vorrebbe usare
una toilette per signore ma qui non ce n’è
e, Cristo, quanto ci vuole perché apra un
distributore
di benzina? È il cuore della notte e lei sente
che il tempo non cambierà idea. Questa volta
comunque non ha nessunissima intenzione
di umiliarsi-
lui comincia a parlare di sua moglie, dei suoi
marmocchi, di
come li abbandonò, avevano fiducia in lui e lui
li abbandonò, lei uscirà dalla dannatissima camera
sbattendo la porta
e se lui la chiama zucchero o baby con quella voce
gli darà un ceffone LO SAI CHE LO DETESTO:
SMETTILA.
E lui la smetterà. Gli conviene. Più si arrabbia
più diventa silenziosa, non dice una parola
da dieci minuti, non una ciocca
dei suoi capelli che si muova, e odorano un poco
di cenere, o come l’henné che usa per schiarirli
ma l’odore è lieve comunque, è pazzesco per lei
che un tipo come lui non se ne accorga e non ci badi-
mentre seppellisce la sua faccia ardente nel suo collo,
fra i seni freddi, o fra le gambe- ogni volta che
lo avrà
e ovunque lo avrà. Sta ancora osservando la sigaretta
che brucia nella mano, il barista è ancora chinato,
a bocca aperta, e lui non ci bada, perché no,
di fatto, fin quando lei non restituisce lo sguardo
lui pensa di essere l’uomo più fortunato del mondo
ma allora per quale motivo non è più felice?
Joyce Carol Oates

 

E qualcosa rimane di Nicoletta Bortolotti

Un romanzo denso di sentimenti, di ricordi, malinconico. Una storia d’amore, sensibilità, relazioni interrotte ma mai finite. E’ un libro piacevole, denso di flashback, un silenzio che esplode in verità inattese. E ti affezioni ai personaggi.

“Non ho bisogno del tuo amore”. Sembra dire questo Viola, con gli anni di silenzio che l’hanno divisa dalla sorella Margherita, compagna di un’infanzia ormai troppo lontana. Un’infanzia di ginocchia sbucciate, risate e mille giochi inventati insieme per non vedere l’amore dei genitori sgretolarsi a poco a poco, nella Milano dei concerti di Vecchioni, delle canzoni di Ornella Vanoni e delle Feste dell’Unità, dove mamma e papà si baciavano, cantavano, litigavano e si baciavano ancora.

Ma oggi, dopo tutti questi anni, Viola ritorna: la sorella più piccola, quella che non aveva mai paura del buio, che baciava gli sconosciuti e si innamorava del vento, libera e generosa di sé come Bocca di Rosa, è tornata per chiedere alla sorella più grande di passare un giorno al mare, loro due sole. Per raccontarle finalmente il segreto che l’ha tenuta così a lungo distante.

E dimostrarle che un amore da lontano non è un amore da meno.

Nicoletta Bortolotti racconta una storia di famiglia agrodolce e delica. La storia di un amore assoluto, e di un’infanzia che se n’è andata in punta di piedi, senza voltarsi ad aspettare.

-E’ una lettura semplice, ma mai banale: quando si parla di sentimenti nulla può essere banale.

 

Novemila giorni e una sola notte di Jessica Brockmole

“Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire.Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non e mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l’anima. Se tu solo sapessi…”

E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l’unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa improvvisamente. Una lettera che è l’appassionata dichiarazione d’amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell’umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente.

La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all’odio di spegnerla.

– Jessica Brockmole fa parlare le lettere ed esse danno voce ai sentimenti più intensi dei personaggi, restituiti con voce diretta, senza il filtro del racconto che spesso attenua e nasconde. Come in un gioco a incastro, le lettere si alternano nel tempo: dalla prima alla seconda guerra mondiale assistiamo al ritorno di paure e desideri che accomunano i personaggi. Novemila giorni e una sola notte ha anche un’importante dimensione storica. L’autrice sceglie le guerre come i periodi in cui le distanze amplificano le sofferenze e gli affetti e ce le racconta attraverso le storie di due coppie di giovani che si innamorano nelle difficoltà. -Non si può mai scegliere di chi innamorarsi … un romanzo epistolare pieno di poesia.

 

Un uomo disponibile di Hilma Wolitzer (Feltrinelli)

-Perché mai una donna sana di mente dovrebbe prendersi la briga di interessarsi a un uomo non più giovane e stempiato, uno che insegna scienze alle medie e che, come passatempo, stira oppure fantastica per ore su come clonare la moglie defunta?

È ciò che si domanda Edward Schuyler quando, scapolo “di ritorno”, scopre che i figli hanno pubblicato un’inserzione a suo nome tra gli annunci per cuori solitari della sua rivista preferita.

Rimasto vedovo a più di sessant’anni, il timido e riservato Edward è ben lungi dal sentirsi pronto a tornare sulla piazza e ad aprire il proprio cuore un’altra volta. Eppure, quando viene sommerso da lettere, telefonate e inviti, deve arrendersi all’evidenza: il mondo è pieno di donne in gamba, single e piacenti, ma un uomo in salute, gentile e “libero” è merce rara.

Diviso tra il senso di colpa all’idea di voltare le spalle al proprio passato e il bisogno di tornare a sorridere al futuro, riuscirà Edward a essere di nuovo disponibile e felice?

Con una scrittura elegante e la giusta dose di lievità e ironia, Hilma Wolitzer regala un romanzo che è, insieme, un invito a non lasciarsi sopraffare dal pessimismo e un potente inno alla vita. Una storia tenera, appassionante e molto divertente su come ritrovare la gioia e l’amore anche quando si è convinti che sia troppo tardi.-

 

Margherita Ruglioni

Suggestioni letterarie e non solo… ” Un titolo per il dopocena? Una poesia che ti graffia l’anima? Una lettura leggera, un saggio, un fumetto. Le frasi di un altro, che ti appartengono come fossero state dettate dal tuo pensiero. Leggere è viaggiare, è incontrare, è non essere mai solo. Leggere è vita. 

Nella rubrica ti darò solo qualche suggerimento… sta a te poi scegliere e scoprire gli intrecci.

Chi sono?

Tosco-Veneta, lavoro nella casa dei libri. Abito in una casa stropicciata, tra carte, parole e colori.
Creativa e spontanea, organizzo eventi culturali in biblioteca a Mestre, sono anche pubblicista e mi occupo di comunicazione. Leggo, scrivo, viaggio, amo. Adoro il buon cibo, il mare, la luce.
Quando posso sorrido. Penso, sì, penso molto.

 

margherita.ruglioni@gmail.com

 

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