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I FRAMMENTI DELLA DEA MADRE IN MEMORIA DI KALED AL-ASAAD

Prosegue a Palazzo Zaguri l’iniziativa per contribuire alla missione archeologica nel KURDISTAN IRACHENO del Prof. Daniele Morandi Bonacossi.

La mazza si abbatte lentamente sulla statua della Dea Madre, mandandola progressivamente in frantumi. Gli studenti del Liceo Linguistico “Francesco Da Collo” di Conegliano sono visibilmente turbati dalla distruzione dell’opera d’arte che Claudio Carrieri, scultore e pittore di figure femminili, ha creato per la performance Aessenza, andata in scena domenica 28 marzo a Palazzo Zaguri a Venezia.

Un momento di grande emozione in memoria dell’archeologo siriano Khaled al-Asaad, rapito e giustiziato dall’Isis per il rifiuto di svelare dove fossero nascosti i “tesori” di Palmira. “Uno studioso di fama mondiale ma anche e soprattutto un uomo sempre sorridente, che ci accoglieva ogni volta con un abbraccio, e che ha preferito sacrificare la vita piuttosto che rivelare dove avesse lui stesso nascosto “i suoi” reperti preziosi, patrimonio dell’intera umanità, salvandoli dalla furia jihadista, che spesso e volentieri vende opere di valore incommensurabile per finanziare le proprie attività”, ha ricordato commossa Donatella Avanzo, curatrice di Palazzo Zaguri, amica fraterna dell’archeologo siriano.

Quello che si è compiuto domenica 28 aprile è un atto di pace – ha proseguito Avanzo – perché i frammenti dell’opera rimasti a Palazzo Zaguri sono a disposizione di chi voglia contribuire, con un’offerta, alla missione archeologica portata avanti con determinazione e passione dal team di Daniele Morandi Bonacossi, professore di Archeologia del Vicino Oriente all’Università di Udine, sceso in prima linea per salvare dalla furia jihadista lo straordinario patrimonio artistico di quelle terre martoriate, studiando, mappando e scavando nel Kurdistan Iracheno un’area di tremila metri quadri, una delle più ampie mai rilasciate in Iraq, fino a oggi poco sondata perché proprio lungo la linea del fronte con il Califfato”.

Un messaggio che ha raccolto già molti consensi tra i visitatori della mostra “Da Kandinsky a Botero. Tutti in un filo”: in dieci giorni, infatti, sono stati raccolti quasi mille euro. Perfino una coppia di turisti coreana, innamorata non solo dell’idea del progetto, ma anche affascinata dalla possibilità di portare in patria un “vero pezzo d’arte italiana”, ha voluto contribuire.

Chiunque voglia aiutare il progetto, può trovare i frammenti dell’opera rimasti sono a disposizione nella corte interna di Palazzo Zaguri, su un telo steso a terra, a ricordare al mondo che, anche nell’atto di distruzione più scellerato, c’è sempre il seme della rinascita.

Luogo: Palazzo Zaguri – Venezia

Indirizzo: Campo San Maurizio – Venezia

https://palazzozaguri.it/

Orari e giorni di apertura

Aperto tutti i giorni con orario 10.00 – 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00).

Tel. + 39 041 309 1905

INDICAZIONI PER ARRIVARE A PALAZZO ZAGURI

Dalla Stazione Ferroviaria e da piazzale Roma :
Vaporetto linea 2 > direzione S. Marco fermata Accademia
Vaporetto linea 1 > direzione S. Marco fermate Accademia oppure S. Maria del Giglio

Dal  Parking Tronchetto
Vaporetto linea 2 > direzione  S. Marco fermata Accademia

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