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La Scala del Bovolo

Scala Contarini del Bovolo uno dei gioielli nascosti di Venezia.

Nascosta all’interno di una piccola corte, alla fine di una stretta calle, laterale al Campo Manin, emerge singolare in tutta la sua straordinaria bellezza la Scala Contarini del Bovolo.

Questa Scala, un pò nascosta dai flussi turistici, fa parte del Palazzo Contarini del Bovolo. Un palazzo gotico  ubicato nel sestiere di San Marco, in prossimità di Campo Manin.

Il palazzo fu costruito tra il Tre e il Quattrocento come dimora dei Contarini “di San Paternian“, che dalla fine del Quattrocento, con l’aggiunta della scala a chiocciola, furono soprannominati “dal Bovolo“.

La Scala Del Bovolo è uno dei più singolari esempi dell’architettura veneziana di transizione dallo stile gotico, ben radicato nella cultura locale, a quello rinascimentale. Alla fine del ‘400 Pietro Contarini fece, come accennato, aggiungere al suo palazzo tardo gotico un nuovo corpo di fabbrica, probabilmente opera di Giovanni Candi, allo scopo di qualificare visivamente la facciata interna del palazzo prospicente un piccolo cortile, un tempo protetto da una cinta muraria. Una serie di logge sovrapposte congiunge i vari piani alla aerea scala che si snoda a chiocciola – in dialetto veneziano “bovolo” – all’interno di una torre cilindrica traforata da archeggiature ascendenti.

Il linguaggio adottato si ispira al Rinascimento, ma si inserisce in una struttura che nella forma ricorda i modelli delle torri scalari bizantine, mentre nello spirito è ancora gotica per l’indifferenza verso la modularità e la simmetria classiche e per il ricordo delle facciate colonnari aperte dei palazzi di fine Quattrocento. La torre termina in un belvedere a cupola con ampia visuale sulla città.

Il Palazzo Contarini nel 1717 passò Giovanni Minelli che aveva sposato Elisabetta di Pietro Maria Contarini, ultima rappresentante della famiglia. All’inizio dell’Ottocento fu acquistato dalla ditta Emery, dalla quale fu affittato ad Arnoldo Marseille che vi apri un albergo detto “del Maltese” (da qui la denominazione della corte del Maltese sulla quale si affaccia il palazzo). Nel 1852 fu ceduto per testamento alla parrocchia di San Luca e divenne sede della Congregazione di carità. Il palazzo appartiene tuttora alle Istituzioni di ricovero e di educazione.

Nel 1859, l’allora litografo Wilhelm Tempel condusse le sue prime osservazioni astronomiche dal belvedere della torre, con un telescopio di sua proprietà. Qui scoprì, il 2 aprile 1859, la cometa C/1859 G1, ed il 19 ottobre 1859 la Nebulosa di Merope nell’ammasso aperto delle Pleiadi.

Lo scrittore veneziano Renato Pestriniero ha dedicato a questo insolito monumento il racconto Nodi, pubblicato per la prima volta nel 1981. Si tratta di un’interpretazione visionaria di notevole suggestione:

“Avevamo lasciato Campo Manin per inoltrarci nell’unico accesso alla corte, una fessura in ombra tra cataste di case antiche, occhiaie nere, bocche di cantine putrescenti, muri di mattoni corrosi dalla salsedine, e alla fine ecco la corte, piccola e raccolta, un pozzo formato da pareti di case sovrapposte, protuberanze, anfratti, un labirinto di volumi incastrati l’uno nell’altro nel corso dei secoli. La scala sorge lì. E’ una spirale di gradini che si avvolge all’esterno di una torre cilindrica, un nastro orlato di trine marmoree, un capriccio architettonico.
Cominciai a salire aggirando il corpo cilindrico della costruzione sul quale si avvolge la scala. Sul lato esterno la serie ininterrotta di archi si apriva su un vuoto grigio. Ad ogni decina di gradini passavo accanto a una porta di legno simile a quella dalla quale ero uscito. Un numero così elevato di porte faceva prevedere una struttura interna ben strana. Sostai accanto ad una di esse. Filtravano suoni che non riuscivo ad interpretare, una sorta di scalpiccio, un mormorare proprio accanto all’uscio, eppure lontanissimo, passi soffici provenienti da un silenzio per immergersi in un altro silenzio.
Continuai a salire, ma quando ebbi completato un paio di volute e mi trovai nuovamente sulla verticale della corte, mi resi conto che nelle distanze c’era qualcosa di sbagliato…”

La Scala Contarini Del Bovolo, più famosa del palazzo di cui fa parte, è un piccolo gioiello nascosto di Venezia. Non affaccia su canali ma si apre in tutto il suo splendore dopo una stretta calle. Dissonante con l’architettura veneziana, merita una visita, anche se è oggi chiusa e non si può salire.
Una struttura insolita che lascia senza parole per l’eleganza e lo slancio che ci fa addentrare in una Venezia diversa, nascosta, ma pronta a stupirci sempre, dietro ogni angolo.

Informazioni:

Scala Contarini del Bovolo

Venezia, San Marco 4299

Corte Contarini del Bovolo

30124 Venezia

Fondazione Venezia – Servizi alla Persona

Via Rampa Cavalcavia 9

30172 Venezia Mestre

Tel. +39 041 3039211

Fax +39 041 3039299

http://www.scalacontarinidelbovolo.com/it/

Articolo scritto da Giorgia Zatta

 

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