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Cultura

Impronte sulla neve

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Se ami sognare e vuoi vivere un po’ nelle favole è il libro che fa per te…

La bambina di neve di Eowyn Ivey (Einaudi)

Una notte fatata porta la prima neve dell’anno.

– Alaska, 1920. Un luogo incontaminato e brutale.Specie per Jack e Mabel, giunti in questo territorio selvaggio da lande molto meno aspre. La coppia, un po’ avanti negli anni, e senza figli, ha una vita dura, col lavoro atroce alla fattoria.Mabel, in particolare, oppressa dal rammarico di non avere figli, è sull’orlo della disperazione. La prima notte d’inverno Mabel e Jack tornano per un momento ragazzi e, tirandosi palle di neve, finiscono per costruire un pupazzo.Che prende la forma di una incantevole bambina di neve.

Ma al mattino non c’è piú nulla. Misteriosamente scompare.E, in lontananza, una bimba bionda corre via tra gli alberi. Una bimba selvaggia che di tanto in tanto torna a trovarli. La piccola, che dice di chiamarsi Pruina, torna piú volte da loro. Pare una creatura dei boschi. Va a caccia di animali con a fianco una volpe, del tutto a proprio agio nelle lande innevate, è in grado di sopravvivere nell’asprezza dell’Alaska. Ma qualsiasi sia la vera natura di Pruina, la bimba sembra destinata a cambiare per sempre la vita di Mabel e Jack.-

«C’è tanta luce in questo libro dal titolo di fiaba, La bambina di neve (…) È un romanzo dell’anima (…) costruito con immagini potenti che si fanno abitare da chi legge, e non si sa quale scegliere (…) Ed è pieno insieme di piccole, nascoste vertigini in cui ci si trova a sospendere il respiro». Mariapia Veladiano, «la Repubblica»

L’amore e l’amicizia sono i veri protagonisti di questo libro.

Un lieve battito sul vetro lo fece voltare verso la finestra. Aveva ripreso a nevicare. Restò a osservare, assonnato, i fiocchi di neve argentei e scuri, che scendevano obliquamente davanti al lampione […] La neve cadeva in ogni parte della bruna pianura centrale, sulle colline brulle, scendeva piano nella palude di Allen e, più a occidente, calava lieve sulle cupe onde tumultuanti dello Shannon. E cadeva anche su tutto il solitario cimitero di camopagna, là in cima alla collina dove era sepolto Michael Furey. S’ammucchiava sulle croci contorte e sulle pietre tombali, sulle punte del piccolo cancello, sui cespugli brulli… (J. Joyce, Gente di Dublino, I morti)

Neve di Maxence Fermine

E’ una favola soffice, delicata, lieve. In un’atmosfera surreale ed armonica.Giappone, fine Ottocento.Yuko, diciassettenne ribelle, lascia la famiglia per diventare poeta. Ma la sua poesia, dedicata interamente alla neve, è troppo bianca, e per imparare a darle colore Yuko deve seguire gli insegnamenti del vecchio poeta Saseki, ormai divenuto cieco. Saseki, attraverso il racconto della sua passione per Neve, una ragazza bellissima venuta dall’Europa e scomparsa mentre cercava di attraversare un precipizio sospesa su una fune, insegna a Yuko la forza e la potenza dell’amore. E con questo insegnamento Yuko diverrà non solo un grande poeta ma – cosa più importante – un essere umano capace di amore.-

Ci sono due specie di persone.

Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono.

E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita.

Ci sono gli attori.

E ci sono i funamboli.

Sopravvisse perché ciò che vide quella notte, quella cosa, quella straordinaria cosa venuta anch’essa dall’altra sponda del reale, quella cosa sublime e bella era la più bella e sublime immagine che mai gli fosse stato concesso di vedere in tutta la sua vita. E quell’immagine non poté mai più dimenticarla. Quella cosa così bella era lei.

Il senso di Smilla per la neve di Peter HoegIl romanzo si snocciola in una stupenda atmosfera, mille descrizioni sul fascino della neve…

Smilla è un personaggio affascinante, così schiva e difesa, così spigolosa una persona ribelle, solitaria e difficile da avvicinare; fantastico il suo personale rapporto con il ghiaccio ed il freddo ……

– Un romanzo che è molto più di un thriller: è un enigma, un magico addentrarsi nel mondo misterioso e sconosciuto della lunga notte nordica. Smilla Qaaviqaaq Jaspersen è una ragazza che vive a Copenaghen: sua madre, morta quando lei era ancora una bambina, era un’inuit groenlandese, mentre suo padre è un ricco e celebre scienziato danese; nonostante gli anni trascorsi in Danimarca Smilla non è mai riuscita ad adattarsi al suo ambiente sociale. Trascorre le proprie giornate sola, con l’unica compagnia di Esajas, un bambino inuit che vede in Smilla l’unica persona da cui lasciarsi accudire senza timore. Quando Esajas viene trovato morto, Smilla non può credere alla versione della polizia, secondo cui il bambino è scivolato dal tetto innevato di un palazzo, in quanto, in base alle sue profonde conoscenze della neve, argomenta che il bambino non può essere morto per un incidente. Sfidando la polizia, la donna comincia la sua indagine personale, ricorrendo a ogni mezzo pur di comporre il puzzle di una verità che si dimostrerà, pezzo dopo pezzo, sempre più inquietante.-

 

Margherita Ruglioni

Suggestioni letterarie e non solo… ” Un titolo per il dopocena? Una poesia che ti graffia l’anima? Una lettura leggera, un saggio, un fumetto. Le frasi di un altro, che ti appartengono come fossero state dettate dal tuo pensiero. Leggere è viaggiare, è incontrare, è non essere mai solo. Leggere è vita. Nella rubrica ti darò solo qualche suggerimento… sta a te poi scegliere e scoprire gli intrecci.

Chi sono?

Tosco-Veneta, lavoro nella casa dei libri. Abito in una casa stropicciata, tra carte, parole e colori.
Creativa e spontanea, organizzo eventi culturali in biblioteca a Mestre, sono anche pubblicista e mi occupo di comunicazione. Leggo, scrivo, viaggio, amo. Adoro il buon cibo, il mare, la luce.
Quando posso sorrido. Penso, sì, penso molto!

 

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