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Un’eterna romantica.. all’Osteria senz’Oste

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” Un’eterna romantica.. all’Osteria senz’Oste ” di Cinzia Tosini . 

Sono un’eterna romantica.. lo sarò sempre e nessun evento potrà mai cambiare il mio modo d’essere.. ormai l’ho capito..  Per alcuni, vivo sulle nuvole..   per altri, vivo nel mondo dei sogni..   
Ho fatto questa premessa per farvi capire il mio entusiasmo quando una sera con un amico andai a trovare Simone uno chef appena conosciuto. Dovete sapere che da  un anno in qua il mio modo di rapportarmi alle persone è molto cambiato.     La vita ci presenta ostacoli a volte insormontabili.. ma se si riesce a scavalcarli, s’incomincia a vedere le cose con occhi diversi.. ci si toglie quella patina che ci offusca la mente e che non  ci permette di dare  il giusto peso alle nostre scelte.. e tutto diventa più leggero.. e il solo parlare a cuore aperto con le persone diventa una vera e propria scoperta di vita.   Io ora vivo così..
Incominciammo a chiacchierare e a raccontarci le nostre storie..  e dopo avere ascoltato alcuni stralci della mia vita mi disse che dovevo andare in un’osteria.. l’Osteria senz’Oste.. E qui direte.. “Simone avrà pensato che Cinzietta aveva bisogno di bere..!”  E sto già ridendo.. ma noo  vi dico io..!  Quest’Osteria nel cuore della meravigliosa Valdobbiadene è un posto per romantici come me..  il posto ideale per sognare ad occhi aperti..
Ma vi voglio raccontare..  perché io ci andai sul serio.. ! Con il mio confetto bianco.. la mia macchinina, una mattina poco tempo dopo partii di
buon’ora.. Giunta finalmente a Valdobbiadene non fu facilissimo trovarla..  Su e giù per stradine impervie tra panorami da sogno.. con i miei occhioni sgranati  nel godermi  scenari paesaggistici di straordinaria  bellezza. Ma finalmente vidi un piccolo cartello con l’indicazione, e sospirando emozionata parcheggiai l’auto in appositi spazi posti tra i filari dei vigneti.
Ruotai il mio sguardo più volte a 360’ e..  macchina fotografica alla mano,  incominciai a fermare le immagini nella memoria..    Una piccola stradina m’indicava la direzione e pian piano salii..   Quando arrivai.. bè non avete idea dell’espressione del mio viso..   Ero praticamente incantata..  lì tra me e me..   Sono questi i miei momenti di felicità..  i momenti in cui la vita prende la sua vera forma..
Mi trovai davanti ad una tipica casa di campagna, con mazzi di pannocchie appese sui muri.. le erbe aromatiche nelle aiuole.. e una vecchia porta di legno, che dopo aver  contemplato  spalancai..
Bè  il mio viso sognante si trovò davanti ad un tipico focolare domestico contadino dei bei tempi.. Tutto era perfettamente in ordine..Il vasellame posto sulle mensole, taglieri di legno appositamente predisposti per l’uso.. e quant’altro servisse per rifocillarsi autonomamente.
Dopo essermi guardata in giro, trovai le opportune indicazioni ben segnalate sul tavolo.
Quindi  non avendo ancora pranzato, mi organizzai lo spuntino servendomi da sola come se fossi a casa.  Su ogni prodotto accuratamente conservato trovai l’indicazione del costo. E  ovviamente essendo nel cuore di Valdobbiadene non mi feci certo mancare un calice di magnifico Prosecco.   
Ero in pace col mondo assorta in quell’atmosfera d’altri tempi,  quando ad un tratto entrò deciso un uomo dall’aspetto possente,  che nell’intento di accendere il fuoco nel camino brontolava tra se e se sulla quotidianità delle faccende da sbrigare..  Non mi aveva degnato di uno sguardo,  forse per rispettare la mia intimità con quel luogo. Io lo guardai e gli dissi: “ bè, meno male che ha il suo da fare..” Attirai la sua attenzione  e si girò guardandomi un po’ stranito..  Non ricordo esattamente come avvenne,  ma incominciò a  raccontarmi un po’ della sua vita.. Era un circense nato a Berlino che dopo la perdita della famiglia,  incontrò fortuitamente  la persona ideatrice di questo progetto e la seguì  qui in Italia.    Lo sguardo era un po’ triste.. ma mi disse che era felice di quella scelta. La pace di quel luogo aveva fatto si che trovasse la sua pace..  E così come arrivò se ne andò,  lo seguii con lo sguardo fino a quando lo vidi sparire all’esterno.  
Era giunto per me  il tempo di andare,  riposi tutto in ordine e mi feci il conto mettendo  i soldi in un piccolo salvadanaio predisposto appositamente. Vidi  ad un tratto il  libro delle dediche,  e decisi di farne una  anch’io.                             
Questa mia venuta era la riprova del mio pensiero,  fermamente convinta che la gente Italiana è gente d’onore e di passione.. e lo scrissi a chiare lettere perché l’Osteria senz’Oste ne è orgogliosa testimonianza..

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