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Solitudine digitale …

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” Solitudine digitale … ” di Renata Giacomini .

 

Racconto .

I fiocchi di neve volteggiano veloci come farfalle bianche e traslucide , creando
nelle loro evoluzioni effetti magici mentre il vento crea furiosi vortici .
Luca cammina schiacciando la coltre soffice  che si sta depositando velocemente sulle strade.
Entra in chiesa con il buio dietro di sé portandosi  appiccicato  il gelido vento della notte.
È la notte più contagiosa, dove tutti devono ritrovarsi per assistere alla nascita dell’Uomo fatto Carne.
Non aveva voglia di venire , ma la casa buia e quieta, immersa in un’ ovatta di silenzio lo ha spinto  a cercare volti e calore umano.
Ha passato tutto il pomeriggio a chattare su Facebook, Twitter ed altri siti.
In tutto conta un numero ragguardevole di “ amici”.
Tremila, quattromila?
È fiero di quell’esercito di contatti che si è costruito notte dopo notte, curiosando tra la vita degli altri.
Come a guardare dentro il buco di una serratura, dentro un immenso contenitore, senza essere visto.
È singolare come la tecnologia ci permette di sapere moltissime cose degli altri esseri umani.
Alcuni poveri  ingenui non sanno che le informazioni sul loro conto potrebbero essere usate per traffici illeciti e lasciano aperte informazioni troppo intime.
Oppure quelli che orgogliosi mostrano le foto dei loro piccoli bambini, inermi di fronte alla voragine di curiosità morbosa che si apre insidiosa, come un lupo mannaro a rubare la loro innocenza.
C’è tepore dentro la chiesa.
Non c’è la folla dello scorso anno, forse il freddo e questa Bora intrigante e fredda ha lasciato a casa i deboli.
Si sente un po’ macho per essere uscito in quella tormenta, un eletto tra gli eletti.
Pensa con una stretta al cuore ai suoi genitori che hanno deciso per la prima volta di passare le vacanze  al caldo, a festeggiare il loro venticinquesimo anniversario di matrimonio.
Il primo Natale senza di loro.
La nonna appena dimessa dall’ospedale non ha organizzato la solita festa, unico ritrovo annuale di tutta la famiglia, unico momento per rivedere anche i cugini antipatici, a scambiarsi i soliti regali inutili e costosi , posti in un angolo inutilizzati.
Il prete sta finendo la funzione e ora benedice tutti.
Molto lentamente esce dalla chiesa , quando è sul sagrato è già solo, sono scappati tutti a casa a gran velocità.
La neve è una coltre che copre tutto , niente  banchetto con il vin brulè, i saluti e gli abbracci con i vicini di casa e i vecchi compagni di scuola.
Torna a casa avvolto da un silenzio penetrante, dentro un freddo glaciale e un vento che taglia la pelle.
Cena  frugalmente con i cibi preparati dalla mamma.
Mangiando il panettone apre il computer e si collega.
Facebook, Twitter, MySpace, Twee This, Linkedin.
Una esplosione di messaggi di auguri lo accolgono a braccia aperte, come una morbida  coperta scaldano il freddo che ha indossato dalla chiesa a casa.
Legge febbrilmente tutti i messaggi e i racconti della Notte Magica.
In tutte le case gli “ amici “ virtuali sono  scollegati per stare con i parenti.
Non c’è nessuno che sta chattando.
Sono tutti impegnati a scartare i loro regali.
Squilla il telefono.
Papà e mamma dentro una cartolina colorata di rumore caraibico festosi e accaldati  lo salutano.
Il suo regalo è nascosto dentro l’armadio in camera. Come al solito.
Si rivede bambino correre sopraffatto dalla gioia ad aprire quelle ante e tuffarsi dentro i vestiti a cercare i pacchetti grandi e piccoli  con le carte dorate e i fiocchi giganti.
Apre l’unico pacchetto con un l’I Pad 2 che aveva desiderato da tempo.
Un solo momento di gioia come un raggio di sole dentro la foresta buia ed impenetrabile lo invade dalla testa ai piedi, una scarica elettrica lo scuote.
Si solo un raggio di sole. Un solo momento di adrenalina gli fa sentire il suo cuore tumultuoso mentre insidiosa e infida la solitudine si aggroviglia su di lui come un serpente mortifero.
Tremila amici, nessun contatto fisico, nessuna parola riempie la stanza,
nessun calore umano, nessuna emozione.
Solo in quel momento capisce l’assurdità della sua vita virtuale.
Dentro la scatola luminosa non esiste la felicità ma una grande solitudine digitale.

Renata Giacomini

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