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CAPIRE, PER IL FUTURO DI VENEZIA

Ieri sono andata a Venezia per partecipare all’incontro con la stampa che il FAI ha organizato in occasione dell’apertura di Casa Bortoli al pubblico.

Casa Bortoli è stata donata al Fondo Ambiente Italiano – FAI da Sergio e Carla Bortoli nel 2017 ed è una tipica residenza borghese in un palazzo quattrocentesco, Ca’ Contarini, affacciato sul Canal Grande. Come il Negozio Olivetti di Piazza San Marco, aperto al pubblico nel 2011, dal 21 novembre Casa Bortoli verrà aperta e proposta come una “finestra sulla città”, per capire Venezia, entrare in contatto con il suo passato e la sua storia, ma anche con il suo presente e futuro.

Poco prima il consiglio del FAI si era riunito per fissare alcune riflessioni, all’indomani delle drammatiche giornate vissute dalla città e dai cittadini veneziani, presentateci poi dal Presidente Andrea Carandini.

Il salone dell’appartamento Bortoli era gremito ed erano presenti anche l’Assessore regionale Corazzari e l’Assessore comunale De Martin.

Sono stata veramente colpita dalla chierezza delle parole del Presidente che ha sintetizzato la catastrofica situazione della “laguna” in modo molto chiaro, corredato da immagini e dati emblematici quanto sorprendenti.

Il pubblico sensibile può certamente immaginare la situazione della nostra amata Venezia ma si resta sconcertati quando i dati statistici vengono esposti così chiaramente, dando un quadro preciso della situazione.

Vi cito qualche dato: nella prima metà del 1900 le ondate di marea eccezionali, oltre i 120 cm, erano state 10; dal 1960 a oggi, se ne contano ben 101, dieci volte di più. Il 12 novembre scorso il picco di acqua alta ha raggiunto i 187 cm a causa di una combinazione particolarmente sfavorevole di fattori meteorologici, che prima era straordinaria, e che sta diventando sempre più frequente.

Lo stravolgimento ambientale non riguarda solo la città ma interessa tutta la costa dell’alto Adriatico. Secondo studi internazionali (IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change) e nazionali (ENEA) l’intero Delta del Po è a rischio di allagamento entro il 2100 e Rovigo, Chioggia, Comacchio, Ravenna e Jesolo potrebbero essere sommerse proprio come Venezia.

Ho realizzato con più obiettività quindi quanto sia complessa la situazione e ho capito che il problema” acqua alta” va osservato ed affrontato in modo molto più ampio di quanto potevo intuire.

Sarà veramente necessario un grande sforzo da parte non solo delle autorità locali ma di tutte le personalità, gli studiosi, la comunità nel voler salvare Venezia e la sua Laguna, patrimonio inestimabile dell’umanità, che senza un intervento responsabile ed immediato rischia di essere sommersa, in una previsione catastrofica, a partire dal 2050, insieme al litorale limitrofo.

Secondo il FAI servono tre cose fondamentali: prima di tutto un approccio del problema più ampio, salvare Venezia significa salvare la Laguna, perché la città è tutt’uno con essa. Serve poi un modello diverso di sviluppo, concentrato sulla sostenibilità ambientale, sociale e culturale e non più industriale e attenta solo al comparto crocieristico come fin’ora accaduto. Infine è d’obbligo un attento e tempestivo intervento a favore della salute della Laguna con conseguente salvezza della stessa e di Venezia.

Sentendo parlare il presidente mi sono sentita così partecipe alle sue parole di preoccupazione che spero proprio arrivino allo stesso modo, al cuore di tutti coloro che hanno la facoltà e la voglia di fare qualcosa di concreto per Venezia.

Presso la sede del Magistrato alle Acque della Repubblica Serenissima dal 1501 era scolpito nel marmo sul Palazzo dei Dieci Savi questo severo monito:

“La città dei Veneti, per volere della Divina Provvidenza fondata sulle acque e circondata da una cerchia di acque, è protetta dalle acque in luogo di mura: e pertanto chiunque in qualsiasi modo oserà arrecar danno alle acque pubbliche venga condannato come nemico della patria e punito non meno gravemente di chi violasse le sante mura della patria. Il disposto di questo editto sia immutabile e perpetuo.”

Bellissime parole da non dimenticare nell’affrontare questo arduo momento che ci attende.

di Maria Cristina Bernardi

 

 

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