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Cultura

Piccanti Parole e Capricci d’Amore

peperoncino

Racconti gastronomici (a cura di Laura Grandi e Stefano Tettamanti) Einaudi, “Mai come oggi si è parlato tanto di cibo. Non esiste mezzo di comunicazione (di massa e anche meno) che non apparecchi il suo angolino del gusto (…)”.

“La letteratura, comunque, ha preceduto tutti. Non solo perché è essa stessa nutrimento (della mente, dell’anima e del corpo) ma perché da millenni gli scrittori di romanzi e di racconti non smettono di dar da mangiare e da bere ai loro personaggi (…) Gli scrittori nutrono i loro personaggi d’invenzione perché questi nutrano i lettori reali, in polpa, ossicini e nervetti (…) Storia, ambienti sociali, psicologie, rapporti, relazioni, valori morali ed estetici, convincimenti politici, opposizioni filosofiche, credenze, religiose, visioni del mondo: attraverso la descrizione di un uovo con la pancetta, un biscotto inzuppato nel tè o un Martini cocktail agitato e non mescolato, uno scrittore è in grado di dirci tutto dei suoi protagonisti e molto di sé”.

E’molto curioso questo libro, da Giovanni Boccaccio, al cosciotto d’agnello di Roald Dahal, l’idillio di Guy de Maupassant, a un Anton Cechov che si occupa di ostriche, Ernest Hemingway il lottatore, e poi John Fante, con la grande fame, il cibo fantastico dei fratelli Grimm, il Manifesto della cucina futurista di Filippo Tommaso Marinetti, il Fungo.trifola di Piero Chiara, e Gianni Rodari con la marmellata, il grasso di Raymond Carver , Mario Soldati e la sua pagliata, la dolcezza di Goffredo Parise…e poi molti altri.

Ogni racconto ha il suo bel dire sul cibo…A un tratto, all’uscita da una piccola galleria, la contadina parve svegliarsi e, aperto il paniere ne trasse un pezzo di pane, alcune uova sode, un fiaschetto di vino e delle prugne, certe belle prugne rosse; e si mise a mangiare. Anche l’uomo s’era bruscamente svegliato e la guardava, guardava ogni boccone salire dalle ginocchia alla bocca. (…) Lei mangiava da donna grasse e golosa, bevendo a ogni istante una sorsata di vino per mandar giù le uova, e fermandosi per rifiatare un po’. (…) Allora sentendosi un po’ oppressa, la donna si sbottonò il corpetto, e l’uomo di colpo guardò di nuovo. (da L’idillio, G.de Maupassant)

Crediamo anzitutto necessaria:
a)    l’abolizione della pasta asciutta assurda religione gastronomica italiana.
Forse gioveranno agli inglesi lo stoccafisso il roast-beef e il budino, agli olandesi la carne cotta col formaggio, ai tedeschi il sauer kraut, il lardone affumicato e il cotechino; ma agli italiani la pasta asciutta non giova. Per esempio, contrasta collo spirito vivace e coll’anima appassionata generosa intuitiva dei napoletani. Questi sono stati combattenti eroici, artisti ispirati, oratori travolgenti, avvocati arguti, agricoltori tenaci a dispetto della voluminosa pasta asciutta quotidiana. Nel mangiarla essi sviluppano il tipico scetticismo ironico e sentimentale che tronca spesso il loro entusiasmo. (da Manifesto della cucina futurista, F.T.Marinetti)

Voi adesso vorrete sapere se io faccio la cura dell’uva, come la faccio, quando la faccio, e se non la faccio che cura fo. Ebbene, si, la faccio. E con questo? Faccio anche la cura dei fichi, se volete saperlo. (…) D’inverno fo la cura dei datteri, delle mele, fichi secchi, noci, arance. A primavera faccio la cura delle fragole; poi quella delle ciliegie, che anche mi fa molto bene. D’estate mi curo con le pesche, le albicocche, le susine. Faccio anche la cura dell’anguria, o cocomero, e ne risento notevoli benefici. Un mio amico, salutista accanito, la praticava in un modo eccessivo: mangiava tre o quattro angurie la mattina appena alzato. Ma anche nelle cure non bisogna esagerare. Gli fecero male, anche perché le mangiava senza sbucciarle… (da La cura dell’uva, Achille Campanile)

-Il ventesimo compleanno viene una volta sola nella vita. Ed è il giorno più importante di tutti, signorina, senza paragone.
-Si- rispose lei. Poi bevve solennemente un sorso di vino.
-E in questo giorno così importante, lei è venuta fin qui a portarmi la cena. Come una fata gentile-
(…) Si sedette sulla sedia in pelle dietro alla scrivania e la invitò ad accomodarsi sul divano. Lei, sempre col calice in mano, si sedette sul bordo e si tirò bene la gonna sulle ginocchia. Poi si schiarì di nuovo la gola ( da Birthday girl, Murakami Haruki)

Gli autori di cui troverete questi racconti magistrali sono 39, trentanove succulenti banchetti.

 

In Aspetti dell’amore, di David Garnett (gli Adelphi), c’è davvero tutto quello che è presente nelle storie d’amore, appena nate, vissute, finite: momenti drammatici, comici, patetici, capricci, gioie, ricatti, riscatti…Un giovane inglese in Provenza, che coglie al volo l’occasione di una prima avventura amorosa; una giovane attrice di teatro, abituata ad andare sino in fondo nei suoi capricci; un attempato aristocratico, zio del giovane, che molto sa della vita e non ha ancora finito di assecondarne le impennate.

Tutte le possibili complicazioni amorose fra questi tre esseri si addensano in una storia che ci appare lieve e aerea – e tanto più cela un fondo bruciante. Nel 1955 i lettori di questo romanzo lo giudicarono un gioiello che accrebbe ancor più fama quando Andrew Lloyd Webber, l’ideatore dei più celebri musical dei nostri anni, si accorse che sarebbe stato l’ideale per diventare un musical (che sta trionfando a Londra da molto tempo) grazie ai suoi intrecci e alla vita intensa dei pochissimi personaggi.

 

Venere in metrò, romanzo di Giuseppe Culicchia edito da Mondadori, è un romanzo fresco, leggero, moderno e intelligente.

Gaia, la trentottenne protagonista, porta la taglia 38, vive a Milano dove frequenta locali modaioli e sfilate, grazie a un marito che le garantisce una grande agiatezza. Non le manca l’amante il cui profilo su Facebook si dichiara innamorato, una figlia che va alla scuola steineriana, due amiche di nome Ilaria e Solaria, un iPhone, un iPod, un iPad e una psicanalista che le chiede trecento euro a seduta. Madre in carriera, un lavoro in un’agenzia di comunicazione, tutto pare essere in perfetto ordine … fino a che un incubo riappare nel sonno. Un incubo riguardante suo padre…

La vita perfetta, subisce un duro colpo ed è proprio di qui che nasce il romanzo, dalla crisi. Affettiva ed economica. Viene infatti licenziata, Matteo scopre l’esistenza di Niccolò, amante di Gaia, e Gaia scopre l’esistenza dei loro conti in rosso.

Dalla superficialità al dolore, tutto da rifare, tutto cambia, si deve superare la crisi e finalmente crescere.

 

Margherita Ruglioni

” Suggestioni letterarie e non solo… “ Un titolo per il dopocena? Una poesia che ti graffia l’anima? Una lettura leggera, un saggio, un fumetto.Le frasi di un altro, che ti appartengono come fossero state dettate dal tuo pensiero. Leggere è viaggiare, è incontrare, è non essere mai solo. Leggere è vita.  Nella rubrica ti darò solo qualche suggerimento… sta a te poi scegliere e scoprire gli intrecci.

Chi sono?

Tosco-Veneta, lavoro nella casa dei libri. Abito in una casa stropicciata, tra carte, parole e colori.
Creativa e spontanea, organizzo eventi culturali in biblioteca a Mestre, sono anche pubblicista e mi occupo di comunicazione. Leggo, scrivo, viaggio, amo. Adoro il buon cibo, il mare, la luce.
Quando posso sorrido. Penso, sì, penso molto.

margherita.ruglioni@gmail.com

 

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