Wed30072014

Ultimo Aggiornamento10:00:00 PM GMT

Italian Arabic Chinese (Simplified) Croatian Dutch English French German Hindi Portuguese Romanian Russian Slovenian Spanish
Back Racconti Nuovi Persi nel Natale

Persi nel Natale

bimba_5

" Persi nel Natale " di Dario Damiani Racconto                                                                                                                      

Che belli quei due colori insieme. Il bianco ed il rosso,non proprio in parti uguali a dir la verità,ma le proporzioni a Camilla sembravano giuste. Cosi giuste che ,da alcuni inebrianti secondi ,non li aveva persi con lo sguardo. Certo,restare dietro a quell’omone non era facile. Non è che andasse molto veloce a dirla tutta,ma le due masse corporee e soprattutto gli stacchi di gamba tra Camilla ed il nostro omone in rosso e bianco erano veramente agli antipodi.
Lei,Camilla,era come spesso le accade, vestita di rosa. D’altronde il rosa su di una bambina di poco più di quattro anni  perlopiù minuta e con i capelli chiari sembrava calzare a pennello.
A Lucia piaceva tanto quel colore,e quindi,quale modo migliore di esternarlo se non quello di agghindare la tenera figlioletta a mo’ di  festa del rosa.
A Lucia oltre al colore rosa però piacevano anche molto la  bigiotteria ed i vestiti alla moda,possibilmente a prezzi da outlet,visti i tempi,ed il centro commerciale per lei era la terra promessa. Questa cattedrale pagana nel deserto della periferia industriale, questa meta deputata ormai da qualche anno ad essere il non luogo di incontro-scontro tra le genti li intente a santificarvi il tempo libero pre natalizio.
Questo perdersi tra colori,luci ad intermittenza,lustrini e valanghe di offerte speciali anticipate (sfacciatamente in  barba alla legge sui saldi!) fu però fatale alla nostra Lucia. In quei pochi momenti di estasi da possibile acquisto compulsivo, dentro ai quali era scivolata,si era completamente dimenticata di seguire con il terzo occhio gli spostamenti estemporanei della puffetta in rosa.

Perso. Camilla se l’era perso quell’omone con la barba bianca vestito di rosso e bianco. Lei lo sapeva chi era. Già da diversi giorni le amichette,i nonni e la mamma continuavano a ricordarle che stava arrivando carico di regali per lei e per tutte le altre.
pensò;e adesso come farà a ritrovarmi in mezzo a tutta questa gente che tirava carrelli e si affannava in un andirivieni incessante. Dove mi lascerà i doni  se la mamma si è scordata (cosa per lei molto probabile) di dargli l’indirizzo giusto di casa?
che stupida si disse tra se e se ,sicuramente lo trovo al reparto giocattoli!. Dove altro vuoi che vada Babbo Natale,non certo al reparto frutta e verdura o peggio ancora a farsi una bevuta al bar!.

Lucia nel frattempo aveva messo a fuoco il suo dramma familiare: si era persa la figlia,la piccola Camilla!. Maledicendo la sua sbadataggine si affrettò verso l’uscita del centro,quella con le porte scorrevoli, dove su una di esse c’era un cartello con la scritta “SI PREGA DI NON FARE L’ELEMOSINA AI MENDICANTI”; era da li che erano entrate poco prima. Sperava proprio che la piccola non si fosse intrufolata  tra le auto in sosta del parcheggio scoperto. Continuando a maledirsi pensò anche che comunque era stata brava a vestirla tutta di rosa scintillante,le sarebbe stato più facile vederla.
Ma niente,la bimba non si scorgeva,e stava anche cominciando a fare buio.
Nel mentre le si avvicinò una donna rom di mezza età .Vania stazionava come ogni pomeriggio davanti all’entrata ovest del centro commerciale e, nonostante il simpatico cartello posto da qualche giorno nelle sliding doors  non le desse certo  una mano, si arrabattava con qualche piccola mancia aiutando i clienti a riportare i carrelli svuotati degli  acquisti sotto la pensilina del parcheggio.

Il primo approccio tra Lucia e Vania non nacque certo sotto i migliori auspici. Vania non riuscì nemmeno a proferir parola. La madre snaturata (cosi stava pensando di se) non trovò di meglio che aggredire la rom con parole che avrebbero fatto arrossire anche il più scafato dei conduttori di talk show televisivi. Lucia aveva inquadrato immediatamente in Vania lo stereotipo della zingara ruba bambini

La povera donna , ormai purtroppo abituata a certi comportamenti nei suoi confronti,non ci fece caso più di tanto e con una calma di stampo nordico cercò di capire le ragioni dell’ira dell’ossessa che urlava contro di lei.

Come era arrivata la tempesta così nel giro di poco se ne andò. Lucia capì che Vania non poteva essersi presa Camilla,il fatto stesso di essere lì a cercare di tranquillizzarla lo provava,pensò.
Nel frattempo,la guardia giurata del centro commerciale ,che un po’ in disparte fumando l’ennesima sigaretta della giornata aveva assistito alla scenetta ,si avvicinò alle due donne per chiedere conto dell’accaduto.
Ascoltato per filo e per segno il racconto di Lucia la guardia decise subito di passare all’azione. Dopo settimane, per non dire mesi, nei quali  il fatto più eclatante al quale aveva dovuto partecipare nelle vesti di difensore della legalità ,era stato il dividere prima due cani  e successivamente le due rispettive padroncine invischiate in una mezza rissa per via della troppa focosità espressa da parte del cane maschio, non gli sembrava vero che potesse rendersi utile,anzi, essere uno dei protagonisti principali nel caso ben più importante di una bambina scomparsa nel nulla.

La task force composta dai tre cominciò a scandagliare palmo a palmo i primi negozi dell’ala ovest del centro commerciale. Fu anche avvisata la direzione generale,ma un imprevisto tecnico all’impianto di diffusione non permise che l’ annuncio riguardante la sparizione della piccola potesse essere  letto dalla speaker e diffuso nell’etere.

La nostra piccola fuggitiva intanto aveva preso dimora nel settore giocattoli ,tra i peluche ed i giochi da tavolo. Camilla pensò che prima o poi Babbo Natale si  sarebbe fatto vivo e decise di aspettare ancora un po’. Osservava tranquillamente seduta tra un orso ed un panda gigante le discussioni più o meno accese dei vari  genitori che si lamentavano dell’improbo compito al quale ogni anno erano ormai chiamati in quella stagione da quando erano diventati padri o madri.

Ed ecco che dopo alcuni minuti di attesa il nostro omone di rosso e bianco vestito si materializzò nelle vicinanze di Camilla. Credendo di non essere visto da nessuno si chiuse dentro uno sgabuzzino posto dietro lo scaffale dei giochi per consolle in offerta.
La bambina che si era ormai perfettamente mimetizzata tra i peluche, notati i movimenti dell’omone si alzò e si diresse allo sgabuzzino. Senza bussare riuscì ad aprire la porta proprio  mentre Babbo Natale stava cacciando un rutto di soddisfazione dovuto al fatto che si era appena scolato tutta d’un fiato una lattina di birra lager slovena particolarmente fermentata. Inoltre il nostro per agevolarsi la bevuta si era tolto cappello,barba e baffi finti. Camilla notò che aveva un colorito olivastro e capelli corti e scuri-scuri. Babbo Natale,o quello che era,preso alla sprovvista chiese in un italiano stentato alla piccola se si era persa e cosa ci facesse lì.
Camilla, con la tranquillità e l’innocenza che solo i bambini della sua età sanno avere ,disse che lo stava aspettando da un po’ ormai e che lo stava cercando per lasciargli l’indirizzo di casa ,casomai sua madre si fosse dimenticata di scriverlo nella letterina dei regali fatta qualche sera prima.
Samir,immigrato libico,da pochi mesi in Italia,sotto le mentite spoglie di Babbo Natale non si perse d’animo, e risistematosi barba e cappello cercò carta e penna nello sgabuzzino degli attrezzi per appuntarsi l’indirizzo di casa dell’insistente bambina.
Svolto il compito prese la piccola per la mano, uscirono dallo sgabuzzino ,e si diressero verso il corridoio principale del centro commerciale. Dopo poche decine di metri di passeggiata Samir/Babbo Natale vide corrergli incontro una donna sui trentacinque anni vestita in modo piuttosto provocante, vista l’ora ed il luogo, con le braccia alzate che con voce squillante ripeteva il nome Camilla Camilla.

La bimba venne quasi soffocata dall’abbraccio della madre.Vania e la guardia giurata si scambiarono uno sguardo d’intesa. Samir/Babbo Natale pensò invece con nostalgia a Yara ,sua figlia , poco più grande di Camilla,rimasta in Libia con la madre. Si chiese se per il prossimo Natale sarebbe riuscito a racimolare i soldi per pagare due viaggi della speranza anche per loro e poterle così  finalmente riabbracciare.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna