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Maurizio Crovato

Isola delle Rose

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Sono matti da legare gli americani oppure ci hanno visto giusto?
Puntano sulla più grande delle piccole isole della laguna, Sacca Sessola o meglio Isola delle rose, per investire sul turismo extra lusso, in questi momenti di extra magra.  Sedici ettari, non lontana dalla Giudecca e da San Clemente, altro albergo di proprietà straniera (capitale turco), a 15 minuti da San Marco. Centinaia di milioni di euro di investimenti. Proprietà tedesca, gestione alberghiera JW Marriott Hotels, multinazionale americana stra-presente in tutti i continenti. Darà lavoro a molti stagionali e a 40 lavoratori fissi. Oltre 250 stanze, design curato dall’architetto Matteo Thun. Puntano sul turista raffinato che oltre alle bellezze monumentali della città dei dogi, non vuole perdersi i benefici della spa, della grande cucina, i colori magici della laguna, dello spazio verde degli alberi monumentali. Linda Bertoni, la responsabile delle pubbliche relazioni, che ci accompagna, vuole subito stupirci, portandoci nella Cooking Academy. È tutto già pronto per la partenza del 19 marzo. Verranno invitati a turno i più grandi chef del mondo per insegnare la grande cucina. Agli ospiti dell’albergo il duro compito di fare da assaggiatori. Poco distante dalla struttura alberghiera ricavata dal vecchio ospedale De Giovanni che i veneziani conoscevano come ricovero per le malattie polmonari (fu abbandonato nel 1979), un centro congressi per 400 posti, modernamente attrezzato per riunioni a livello internazionale. L’architetto Thun ha pensato anche a non escludere i veneziani. Nel lato sud dell’isola è stata scavata una darsena per dare ospitalità alle barche a remi e ai diportisti che vogliono beneficiare dei servizi offerti. La chiesetta in stile neo gotico, è stata restaurata. Se qualche ospite intende sposarsi, tutto sarà pronto. Curato e valorizzato l’uliveto centenario. Pochi sanno che a Sacca Sessola si produceva olio di oliva. L’Expo di Milano, che aprirà a maggio, dovrà tenere conto di questa chicca lagunare, dopo la scoperta del vino di Venezia. Le meraviglie dell’isola delle Rose non finiscono qui. Al quinto piano c’è una enorme terrazza, una piscina è stata sistemata proprio di fronte al Bacino di San Marco. La giornata è talmente limpida che dietro il campanile, appare l’anfiteatro innevato delle Dolomiti. Convenite con noi che per un americano pagare 800 euro al giorno per una stanza in quest’isola é un ottimo investimento per la sua anima? A proposito di anime mi viene in mente padre Policarpo, frate cappuccino ottuagenario, confessore e assistente spirituale ai tempi dell’ospedale. Nel 1979, disubbidì ai suoi superiori che lo invitavano a lasciare l’isola in dismissione. Fu un caso nazionale. Non voleva staccarsi dalle rose, dagli ulivi, dai profumi di Sacca Sessola. Sono sicuro che anche oggi il suo spirito aleggia  tra gli alberi e i muri dell’isola. Visto che avevo ragione io – dirà il vecchio frate – adesso c’è chi paga centinaia di dollari per stare qui.

di Maurizio Crovato

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http://www.marriott.com/hotels/travel/vcejw-jw-marriott-venice-resort-and-spa/

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