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Maurizio Crovato

Barche elettriche in laguna

Barcheelettriche

Sogniamo? Massì sogniamo. Oggi ho attraversato il Canal Grande in barca elettrica.\r\n\r\n\r\n\r\nEro su una topetta tipica veneziana e guidavo un motore silenzioso che mi dava la sensazione di pilotare un aquilone. Una emozione nuova. Di solito io sono navigatore a remi e non mi sentivo in colpa per la prima volta di condurre a motore. Non inquinavo!\r\n\r\nInvitato per caso da un industriale veneziano, Patrizio Berengo: “Vieni a vedere quale novità ci sono in laguna”. Mi sono trovato di fronte a un giovane ingegnere Diego Toffolo ormeggiato con la sua topetta davanti Palazzo Labia, sede della Rai. Il cognome mi diceva qualcosa. Appartiene ad una antica dinastia di industriali navali della Giudecca. Buon sangue non mente.\r\n\r\nDomanda di prammatica. Dove viene prodotto? In Giappone, Cina o Germania? Risposta: a Campalto. Tutto Made in Italy, o meglio Made in Venice. Sicuro? Si, si. Anche le batterie al litio vengono prodotte in loco. Pesano un tantino, 90 chili, ma sistemate nel gavone di poppa, l’intruso scompare come una valigetta in bagagliaio. Hanno oltre 4 ore di autonomia e possono portare carichi anche di 5 tonnellate. Un pensiero ai taxi acquei veneziani corre veloce. Pensate ad una big revolution in laguna. Entro pochi anni tutti obbligati ad andare con il motore elettrico. Un problema le colonnine di ricarica. Soprintendenze e divieti urbanistici consigliano cautela. Ma ci sono già le colonnine rosse antincendio.\r\n\r\nGià sogno una ordinanza del sindaco: entro il 2020 barche a motore a benzina e diesel bandite in laguna. Venezia ringrazia.\r\n\r\ndi Maurizio Crovato\r\n\r\n 

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