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Dodici pietre d’inciampo posate a Venezia per non dimenticare

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Dodici pietre d’inciampo per non dimenticare odio e intolleranza.

Sono le Stolpersteine, piccole targhe d’ottone della dimensione di un sampietrino realizzate dall’artista tedesco Gunter Demnig a ricordo dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti.

“Non è certamente la gioia – ha ricordato Demnig – il sentimento che mi spinse a iniziare il progetto delle pietre di inciampo. Ma ogni pietra che viene aggiunta è per me un enorme piacere.  Ad oggi sono 44 mila le pietre depositate dalla Norvegia all’Italia, dalla Francia alla Russia”.

Il 12 gennaio 2014 alle 11 in campo di Ghetto Nuovo la cerimonia commemorativa per la posa delle prime 12 pietre a chiusura di un percorso che da campo SS. Apostoli, al civico 4470, dove l’artista ha collocato la prima pietra, è proseguito in Rio Terà della Maddalena, Fondamenta dei Mori, Ghetto Vecchio per arrivare infine davanti alla Casa Israelitica di Riposo, luogo da cui vennero deportati 21 ospiti verso i lager nazisti.

Presenti alla cerimonia oltre all’artista, a Marco Borghi dell’Iveser e Sabine Meine del Centro Tedesco di Studi Veneziani, il presidente del Consiglio Comunale di Venezia, Roberto Turetta, l’assessore comunale alle Attività culturali, Angela Giovanna Vettese, il presidente della Comunità Ebraica di Venezia, Paolo Gnignati. Erano presenti anche Stefano Beltrame, consigliere diplomatico della Regione Veneto, la soprintendente per i Beni Architettonici e Artistici di Venezia, Renata Codello, e una rappresentanza dell’associazione Rom Kalderash.

“Questo è un punto di arrivo, ma anche di partenza – ha ricordato il presidente Turetta – nelle prossime riunioni del coordinamento valuteremo le modalità per portare avanti questo progetto. Nei prossimi 5 anni contiamo di ultimare la deposizione di tutte le pietre di inciampo”.

Favorevole fin da subito a questo progetto la Soprintendenza: “Trasformare la memoria e la commemorazione in un’azione attiva – ha spiegato Renata Codello – è l’occasione per un ulteriore coinvolgimento e una più ampia riflessione su ciò che è accaduto”.

Dello stesso avviso anche Stefano Beltrame, che ha spiegato come le pietre parlino e raccontino già molto senza dover per forza cadere nella retorica.

Non solo il ricordo degli anziani della Casa Israelitica di Riposo, nell’intervento di Paolo Gnignati, presidente della Comunità Ebraica di Venezia, che ha voluto ricordare anche Ugo Beniamino Levi, impiegato della Comunità, persona mite travolta come tanti altri dalla tragedia: “La memoria è fatta di cose concrete, di persone, di ricordi. Le generalizzazioni ci portano ad astrarre. Nel momento in cui con la coscienza ripercorriamo invece la storia delle singole persone dietro ogni tragedia c’è una singola scelta. La giornata della memoria, che non è degli ebrei, ma della comunità civile fatta di tante associazioni e istituzioni, è un momento di riflessione e di “inciampo” su quello che è successo. Dalla concretezza degli atti di distruzione e di aiuto si deve ricomporre una via per affrontare il presente.  Noi abbiamo l’obbligo del ricordo, ma non ricordiamo per compassione, questo sentimento è distante dal senso del nostro essere qui come ebrei italiani, componente integrante di questa comunità civile”.

“Le pietre d’inciampo – ha affermato Marco Borghi, direttore dell’Iveser – sono la sintesi e la risposta di una città come la nostra che nel momento giusto è sempre capace di scendere in campo per ribardire che la storia di ieri non deve ripetersi. Queste pietre raccontano la storia di individui, ma ci insegnano soprattutto che le comunità possono essere forti solo avendo memoria“.

A seguire l’intervento dell’assessore comunale alle Attività culturali Angela Giovanna Vettese a nome del Comune: “Ricordo un discorso di Bertrand Russell del 1959, gli venne chiesto cosa sarebbe stato importante per sopravvivere nei secoli a venire. Egli affermò che i fatti devono essere conosciuti, rispettati e su di essi basati i nostri giudizi. Le pietre d’inciampo sono un modo per raccontare fatti avvenuti, piccoli e singoli che però insieme raccontano ciò che deve rimanere nella nostra memoria“.

L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale di Venezia, Centro Tedesco di Studi Veneziani, Comunità Ebraica di Venezia, Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea (Iveser) in collaborazione con Insula, apre le manifestazioni dell’edizione 2014 del “Giorno della Memoria” di Venezia che culmineranno il 26 gennaio alle 11 con la cerimonia cittadina al Teatro Malibran.

Fonte http://www.jvenice.org/it/home/item/posate-le-prime-12-pietre-d-inciampo-a-venezia

 

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