"El Coq " è un ristorante a Marano Vicentino e nasce da una personale filosofia di ristorazione, fin dalla scelta del nome, che significa il gallo, il mio intento è un chiaro richiamo alla natura e alle sue materie prime, parla lo Chef Lorenzo Cogo .
Rispetto le mie origini e intendo davvero valorizzare i prodotti del nostro territorio.El Coq per me rappresenta una nuova sfida dove poter mettere a disposizione le molteplici esperienze e tecniche culinarie maturate nei miei viaggi. La filosofia della mia cucina è pensata, per non essere etichettata. Non sono un tradizionalista nè un innovatore estremo, sono solo un cuoco che rispetta e ama profondamente le proprie materie prime.
Ciò che ne deriva è un prodotto nuovo fatto da una commistione di sapori estemporanei abbinati con sapienza, la si potrebbe definire Cucina Istintiva. Cucino ciò che amo, ciò che sento e come più mi piace, senza dover seguire alcun canone o restrizione.
Lo faccio con tanta passione e questa è la vera forza di El Coq"
Lorenzo Cogo , Chef di nome e di fatto, cresciuto in una trattoria a conduzione familiare, figlio e nipote di cuochi, ho intrapreso questo cammino per pura passione ma con una grande determinazione nel raggiungere tutti i miei obiettivi prefissati.
Come giusto, ho iniziato la mia gavetta dal basso, lavorando per ristoranti di pura tradizione come il ristorante 2 Mori di San Vito di Leguzzano per apprendere velocità e confidenza nei miei mezzi e capacità.
Conseguita la maturità alla scuola alberghiera di Recoaro ho potuto pensare di essere assunto a tempo pieno ed iniziare a lavorare per locali che offrivano una cucina curata e di ricerca; dopo un paio d'anni nella provincia di Vicenza mi sono spostato per un breve periodo per lavorare con lo stilista milanese Aldo Coppola; dopodichè sono stato richiamato a Vicenza dallo Chef stellato Renato Rizzardi della Locanda di Piero cui ringrazierò sempre per aver creduto nelle mie capacità ed avermi aiutato e seguito in questi anni; Infatti proprio grazie a lui sono approdato nell'ex miglior ristorante d'Australia a Melbourne (Vue de Monde).
Da qui tutto è cambiato le mie conoscenze nella cucina moderna si sono espanse in maniera esponenziale e in stessa misura gli agganci e le amicizie con i vari migliori ristoranti al mondo.
Il perchè dell'Australia? mmm.. era uno dei luoghi più lontani da cui iniziare e trovo che avvicinarsi a casa si fa sempre a tempo, è l'arrivare lontano che costa di più. Oltre a questo, la scelta è stata pensata perchè avevo voglia di ricevere una formazione culinaria diversa da tutti gli altri Chef italiani affermati. La maggior parte derivano dalla grande scuola del maestro Gualtiero Marchesi, che ha una formazione influenzata dalla cucina francese, oppure hanno collaborato con gli Chef più famosi di Francia come Paul Bocuse, Alain Ducasse, Pier Gagnare etc. Insomma, ho un gran rispetto e devozione per questi grandi nomi, ma il mio percorso doveva essere differente dagli altri, perchè adoro uscire dagli schemi.
Dal grande ristorante di Shannon Bennett, Vue de Monde mi si aprirono un'infinità di porte e di opportunità; per questo poi sono approdato a Sydney nel ristorante del famoso Mark Best chiamato Marque restaurant.
Il suo primo Chef poi mi mandò a collaborare con altri grandi nomi della ristorazione Australiana come Tetsuya's e Quay restaurant; come ultimo regalo mi mandò un mese nell'ex 2° miglior ristorante al mondo (ora 3°) The Fat Duck, dello Chef Heston Blumenthal, famoso in Italia per lo scandalo sulla cucina molecolare.
Apro una parentesi a riguardo: ho seguito questa vicenda dall'esterno e giuro che non mi sono mai sentito così in imbarazzo di dover dire di essere un cuoco italiano. La ricerca e lo sviluppo vengono seguiti e finanziati in tutti i settori, perchè non dovrebbe esistere lo stesso per la cucina?? Perchè dobbiamo vivere sempre nell'obra della nostra storia passata e non ci possiamo mettere in relazione con il mondo esterno??
Nel momento dello scandalo Striscia la notizia che tutti ricorderanno, è stata creata, come sempre dai giornali italiani, solo tanta confusione, gettando fango e legando le mani a ristoratori che investono i propri soldi in continue ricerche e sperimentazioni, sì per loro stessi ma anche per un futuro della cucina italiana all'avanguardia. L'aver visto i vari servizi di Striscia ed il sapere quanti giovani ci sono in quelle cucine che lavorano 16/18 ore al giorno per creare anche un solo piatto mi ha lasciato davvero un amaro in bocca.
Dall'estero quando si parla di cucina italiana, si parla solo di pasta e pizza, della cucina moderna, neanche l'ombra, anzi, si stende un velo pietoso alle volte, quindi trovo giusto che come tutti gli altri stati del mondo, anche noi riusciamo a collaborare assieme, migliorandoci giorno dopo giorno, dando spazio a nuove idee e tecnologie per riuscire a ritornare in alto nella ristorazione mondiale come un tempo visto che tutto il mondo invidia la nostra storia ed i nostri prodotti.
Ritorando alle mie avventure.. Dopo Fat Duck, ho avuto la fortuna di approdare nel fantastico mondo della cucina Giapponese grazie allo Chef Seji Yamamoto, il quale mi ha trasmesso fondamentali tecniche di lavoro ed un rigore e amore per la cucina che fino a quel momento non avevo compreso.
Il Giappone è stato la svolta del mio modo di pensare riguardo al mondo della ristorazione; ho appreso quanto sia importante la materia prima, il rispetto di essa e la tecnica con cui la si lavora.
Poi c'è stata l'ennesima avventura, questa volta però in Spagna, precisamente in Axpe, nel Paese Basco, dove uno Chef, ma prima di tutto una persona eccezionale, mi ha trasmesso l'amore per il suo lavoro e la sua filosofia di vita. Lui è Victor Arguinzioniz, proprietario della più famosa griglia al mondo Etxebarri.
Ho collaborato con lui per un anno e mezzo fino a divenire suo secondo Chef, nessuno mai ha mai creduto nelle mie capacità come quest'uomo che mi ha sempre spronato a migliorarmi giorno dopo giorno e a fare sempre ciò che mi sentivo di fare.
Di lì in poi ho viaggiato per periodi più o meno lunghi. Singapore, di nuovo a Tokyo, Spagna ed infine Danimarca per l'ultima esperienza al ristorante Noma, primo ristorante al mondo per la guida San Pellegrino. Altra esperienza indimenticabile e altro stimolo aggiunto per portare a compimento il sogno per cui ho lavorato duro, stretto i denti e seguito sempre i miei ideali, quello di aprire il mio ristorante dove sono nato e cresciuto portando con me questo bagaglio per così condividerlo con le persone che mi hanno da sempre seguito e aiutato.
Questo progetto finalmente ha un nome: el COQ, nome derivato da vari collegamenti.. primo su tutti il legame con la terra e con la materia prima derivato dal significato del nome COQ ovvero gallo in francese che ricorda la fattoria e la natura, l'articolo è stato cambiato di lingua, dal francese “Le” al dialetto veneto “El” per così riuscire ad ambientarlo meglio nel nostro territorio. Non da ultimo c'è anche il legame con mio padre, che mi ha seguito durante questa mia crescita professionale visto che Le Coq è il suo soprannome dato dagli amici d'infanzia.
Il mio tentativo, se pur ambizioso è quello di portare un nuovo concetto di cucina, infatti, la mia, non può
essere etichettata come cucina tradizionale o creativa perchè non seguo nessuno di questi stili, ma io preferisco chiamarla “cucina istintiva” cioè nata attraverso la conoscenza dei propri mezzi e dunque tecniche di lavorazione ma però guidata dall'istinto e dalla fantasia.
Con questo non voglio però trasmettere un senso di esclusività assoluto ma solamente il mio impegno di offrire il meglio con la massima umiltà a chi ovviamente lo riuscirà a recepire.
RISTORANTE EL COQ:
VIA Canè,2/C • 36035
MARANO VICENTINO (VI)
T 0445 1886367 • F 0445 1886368
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