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Back Blog Articoli filtrati dalla data: Gennaio 2011
Articoli filtrati dalla data: Gennaio 2011

Quando mi dissero che avrei accompagnato un piccolo gruppo di Archeologia Viva in Armenia, pensai che era davvero arrivato il momento di scoprire questo piccolo paese, la cui storia occupa un posto di rilievo nel complesso panorama del Vicino Oriente. Avevo letto i libri sul genocidio di Antonia Arslan, grande scrittrice di origine armene residente a Padova e, ai tempi della scuola, ero stata all’isola di San Lazzaro degli Armeni: isola bellissima dove i Padri Mechitaristi custodiscono tesori dal valore inestimabile e sono un punto di riferimento per la tutta la comunità armena veneziana e non solo! Prima di partire per il viaggio ho voluto ritornarci, da sola e ho fatto la visita guidata con turisti americani che ascoltavano le informazioni quasi in apnea. E’ un tuffo nella cultura, nella storia, nell’arte e purtroppo poche delle migliaia di persone che vengono a Venezia ogni anno dedicano 2 ore per scoprire questa “meraviglia”.

Nel frattempo, in previsione dell’imminente partenza, ho continuato a documentarmi, ma quando sono arrivata ho scoperto un paese affascinante, che ha conservato un patrimonio artistico-culturale di prim’ordine e tradizioni antichissime, ben oltre le mie aspettative. Non si può che rimanere a bocca aperta davanti agli antichi monasteri, ai paesaggi mozzafiato, alle meravigliose “khatchkar “ (letteralmente croci- pietre) che si trovano dappertutto, ma l’Armenia è anche famosa in tutto il mondo per il suo pregiatissimo Cognac e per i suoi vini bianchi, rossi e da dessert. La tradizione enologica sui territori armeni risale a tempi antichissimi e la notizia sulla quale voglio attirare la vostra attenzione è quella sulla straordinaria scoperta fatta recentemente dagli archeologi: il ritrovamento della più antica struttura completa per la produzione di vino mai trovata risalente a circa 4000 anni a.C. Non è straordinario?? Pensate che hanno trovato manciate di semi d’uva, resti di uva pressata e di mosto d’uva, e dozzine di vini “essiccati”. Uno studio di paleobotanici di tre diverse istituzioni ha determinato che la specie è la Vitis vinifera vinifera, una varietà di uva ancora oggi usata per produrre il vino. Questo per confermare ancora una volta che, come dico spesso, non abbiamo inventato niente perché nell’antichità sapevano già tutto! Comunque la straordinaria notizia era stata pubblicata su parecchi giornali e riviste, ma era sfuggita anche a me. Ha provveduto ad informarmi Nadia Pasqual che è la persona che collabora con l’Ente del turismo armeno per promuovere questo splendido paese in Italia. Nadia, che ha scoperto di avere lontane origine armene, sta facendo uno straordinario lavoro per far conoscere non solo le bellezze del paese, ma usi, costumi e tradizioni di questo popolo.

A presto!

Nadia Pasqual: www.travelmark.it

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Venerdì 28 Gennaio 2011 20:53

Disegno di Simone

Un disegno del mio bimbo !!!
Pubblicato in Fotografi
Venerdì 28 Gennaio 2011 20:09

" Molto Ristorante " a Roma

Nel quartiere Parioli uno dei più chic della Roma bene, e precisamente in Viale dei Parioli, 122, un insolito ristorante che, dal nome, la dice tutta, infatti, l’insegna è “ Molto Ristorante “, e non solo, anche cocktail bar, brunch, grill.

La cucina è di stampo classico italiano con particolare attenzione a paste e dolci fatti in casa, il tipico girarrosto “ sforna “ a vista, carni di ogni sorta; l’arredo e lo stile dei locali è … “ sexy “ se così si può dire riguardo un ristorante, caldo, avvolgente, seducente, intrigante.

Molto bella la terrazza e suggestivo il balcone, dove poter gustare una delle amatriciane più originali di Roma, ottimo agnello con patate e carciofi, maialino al girarrosto con la sua “ corteccia “ croccante e servito con le tipiche puntarelle di stagione, in salsa di aglio ed acciughe, chiude il suggerimento un tortino caldo di mele con gelato alla cannella, veramente raffinato, alcune proposte sono basate su pesce fresco del giorno ed è previsto un brunch degustazione a 35€.

La cantina è ben fornita e spazia da vini semplici a vini da meditazione, un pasto è nella media dei 60€, ben spesi.

Accettate carte di credito, locali climatizzati, agevolazioni per bambini entro i 6 anni.

Noi consigliamo la prenotazione allo 06.8082900 .

Parcheggio a 50 metri dal locale, per i curiosi il sito è www.moltoitaliano.it

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Venerdì 28 Gennaio 2011 20:06

Osteria Fernanda a Roma

Al numero 1 di Via Ettore Rolli, in zona Porta Portese, conosciuta per i suoi mercatini con bancarelle dove si trova di tutto, antichità, chincaglierie, oggettistica di ogni genere, collezionismo, si trova un localino molto simpatico, l’ “ Osteria Fernanda “ , dai toni tenui, atmosfera accogliente, intima, informale e, con servizio molto cortese che vi farà sentire a casa.

La sua cucina è snella e curiosa, varia dalle proposte “romane” rivisitate, come il tortino di coda alla vaccinara, i bucatini alla gricia con il guanciale -quello vero - saltato croccante, la tagliata di manzo nazionale, a quelle più creative, dal cannolo croccante di baccalà con cipolla rossa, strozzapreti di farro con calamaretti olio nero e mandorle, guancia di manzo brasata con pane al cacao e porri, le mezzelune di ricotta in salsa di visciole per chiudere sono una delizia. Buona la cantina.

E’ previsto un menù degustazione volendo scegliere tra il “light” a 25 € ed il “full” a 40 €, il pasto medio alla carta è di 40€ ma, mai di domenica, parcheggio facilmente trovabile.

Maggiori informazioni sul loro sito www.osteriafernanda.com per riservare 06.5894333

Pubblicato in Inviati
Venerdì 28 Gennaio 2011 20:00

Lo sapevate che ….

Il carciofo, frutto del cardo, è un ortaggio pregiato nella cucina mediterranea, oltre a vantare proprietà riconosciute per facilitare le funzioni della bile, quelle digestive e quelle antagonistiche al colesterolo in eccesso, facilita la digestione ed è ricco di ferro. Le ricette in cui il carciofo può essere impiegato sono molteplici: vapore, fritto, arrostito, stufato, in umido, per ricette a base di pasta, di pesce o di carne è, sempre in primo piano e, questo, è un buon periodo per iniziare a conoscerlo.

Pubblicato in Inviati
Venerdì 28 Gennaio 2011 19:51

Grottaferrata …

“ L’oste della Bonora “ Via V. Veneto 133, il tipico locale dove poter gustare in un ambiente familiare ed accogliente, tutta la cucina tipica del territorio.

Semplice, buona, saporita al giusto punto ma, ricca di storia, di tradizioni di famiglia e … di segreti di famiglia.

Amatriciane, porchette, stinchi, pasta e fagioli, ed i pani casarecci, si alternano e conquistano, seconda delle stagioni, palati alla ricerca della genuinità del luogo.

La cantina offre un’ampio panorama con interessanti etichette nazionali ed estere, in giusto abbinamento con il menù proposto.

Nel buon tempo, terrazza all’aperto molto piacevole, dove, è consigliata la prenotazione allo 06.9413778.

Sono consigliati i menù degustazione da 35€ o 38€ ( vini esclusi ); alla carta, volendo scegliere, la media è di 45€ circa; carte di credito accettate, facile il parcheggio.

Maggiori informazioni su www.lostedellabonora.com

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Venerdì 28 Gennaio 2011 19:44

L’angolo dei bimbi …

I bambini hanno di solito poca dimestichezza con il mangiare, fanno i capricci con verdure, zuppe, carni al sangue, paste rosse piuttosto che bianche ma, nel nostro cammino cercheremo di trovare anche per loro, alcuni semplici accorgimenti che faranno gradire, se non altro che per l’aspetto, quello che, è piacevole ed interessante per sapore e per nutrimento.

Il primo esempio cade sull’uovo !

Ingrediente alquanto apprezzato in giovane età, per iniziare….

La foto ( da repertorio ), mostra come un semplice “ occhio di bue “ possa risultare più allettante se disposto in modo allegro e colorato, per i nostri bambini.

Il concetto sarà sicuramente quello di invogliare, anche nell’aspetto, e quindi di stimolare la loro fantasia ed il loro appetito.

Pubblicato in Inviati
Venerdì 28 Gennaio 2011 19:33

La storia romana e castellana …

“ … per quanto mi frughi nella memoria, non riesco a rammentare come e perché e, soprattutto, quando cominciai a frequentare le osterie romane. Dovevano essere gli anni del ginnasio, correva allorchè,con pochi compagni di scuola, i più “ amici del cuore “, si prendeva ad ogni morte di papa il trenino che portava a Frascati, per andare a bere mezzo bicchiere di vino, non di più, in un cantinone famoso allora ed oggi .. scomparso, “ da Pugliese “, proprio alla gran piazza d’arrivo. Mangiavamo qualche ciambella, quelle di Frascati appunto, qualche mostacciolo, e magari una di quelle sirene con le tre mammelle ( due per il latte e, la terza … per il vino, così narra la storia ) che ogni pasticceria del tempo, metteva in bella mostra in vetrina. Lo ricordo benissimo, era la nostra grande avventura da sedicenni, a me, pareva il più buono di tutti i vini possibili, tanto da farmi credere davvero, quegli ultimi anni, che il vino di Frascati fosse “ il vino “: Un vino dolce, più ancora che abboccato, cui, ancora oggi, non chiuderei le labbra davanti ad un bicchiere per tutto l’oro del mondo ! “

 

Da “ Osteria della memoria “ di Secondino Freda, 1972 ( storico della cucina e del buon bere del Lazio )

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Ho scoperto la Vernaccia di San Gimignano 6 anni fa nel corso di un viaggio in Toscana, ed è stato amore a prima vista. La Vernaccia di San Gimignano è uno dei vitigni più antichi d’Italia, alcuni dicono che arrivi dalla Liguria intorno al 1200 da un certo Vieri de’ Bardi, altri dicono che il nome derivi dal latino vernaculum, che tradotto significherebbe “del posto”, “locale”e che quindi con questo nome s’indicavano i prodotti tipici del territorio; questo spiegherebbe il perché esistano dei vitigni che pur avendo lo stesso nome sono completamente diversi (Oristano e Serrapetrona). La storia della Vernaccia di San Gimignano è incredibile perché dopo essere stato un vitigno conosciutissimo nell’epoca medioevale e rinascimentale, scompare fino alla fine degli anni ’40 del secolo scorso; sarà “riscoperta” dai viticoltori di San Gimigano e diverrà nel 1966 la prima in assoluto Denominazione di Origine Controllata in Italia; cui seguirà la DOCG nel 1993. I produttori di Vernaccia sul territorio sono 177 ma è di uno in particolare che vi parlerò, si chiama Mattia Barzaghi. Mattia è stato per otto anni cantiniere del grande Panizzi e nel 2007 ha deciso di intraprendere, con grandi risultati (i suoi vini oggi si trovano nelle carte di ristoranti stellati), un percorso personale creando “Zeta Project”, la sua azienda agricola. La cantina e annesso agriturismo si trovano immerse nella riserva di Castelvecchio a pochi chilometri dal centro di San Gimignano.

La Vernaccia di Mattia

Impronta
Uve: Vernaccia di San Gimignano 100%
Vinificazione: Uva raccolta manualmente in piccole casse da 15 Kg. 12-18 ore di permanenza in cella frigorifera. Spremitura soffice di uva intera.
Fermentazione alcolica in vasca di acciaio a temperatura controllata di 16-18°C.
Affinamento in vasca di acciaio sui propri lieviti con frequenti batonnage per 5-6 mesi.

Zeta
Uve: Vernaccia di San Gimignano 100%
Vinificazione: uva raccolta manualmente in piccole casse da 15 Kg. 12-18 ore di permanenza in cella frigorifera. Uva diraspata e breve macerazione a contatto con le bucce per 8 ore. Spremitura soffice.
Fermentazione alcolica in botte di rovere da 25 Hl a temperatura controllata.
Affinamento nella stessa e con frequenti batonnage per 5-6 mesi.

Cassandra
Uve: Vernaccia di San Gimignano 100%
Vinificazione: uva raccolta manualmente in piccole casse da 15 Kg. 12-18 ore di permanenza in cella frigorifera. Spremitura soffice di uva intera.
Fermentazione alcolica in barriques e tonnaux con frequenti batonnage.
Affinamento nelle stesse per 12-14 mesi.

www.mattiabarzaghi.com


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Mercoledì 26 Gennaio 2011 17:17

Il mercatino di Boleky

Una delle caratteristiche dei mercatini locali è la semplicità . potete trovare quasi tutto dalle stoviglie alla frutta fino agli animali da compagnia o da mangiare. Per uno straniero è sicuramente un colpo d’occhio un pochino traumatico, l’igiene forse non è la caratteristica che lo distingue ma qualche sano microbo non ne svilisce la meravigliosa genuinità. La Nonna che viene dal paesino vicino che porta le due bottiglie di latte (moloco) e il barattolino di panna (smetana) che la mattina ha preparato dopo la mungitura della sua Kalena la mucca che sfama la famiglia e permettere di vendere due bottiglie di latte e di ricavarne 24 grivne (2euro circa).

Un vero e proprio tuffo nel passato , Marco dice sempre che qui siamo 30 anni indietro con l’orologio.

Basta cosi poco per capire che si vive di poco, questo paese cerca lentamente di colmare le differenze dai paesi europei cosi vicini .

Un primo dato che vi può aiutare a capire è il valore del salario medio, che è di circa 130 euro 1500 grivgne al mese, un kw di energia costa 8 cents di euro , un kg di pane costa 70 cent di euro e un litro di benzina costo 90 cent di euro. Potete mangiare al ristorante con 3/5 euro o 30 euro… un pacchetto di sigarette costa da 30 cents a 1 euro..

Qui di seguito vi propongo qualche fotografia del Mercatino di Boleky il paese dove vivo con Marco e i nostri 2 figli Oxana e Leonardo.

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